Il costo: 100 milioni al mese, 1 miliardo e mezzo in un anno

Migranti, accoglienza in affanno, sono ormai 170.000 gli ospiti dei centri in tutt’Italia

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Gli immigrati, ospitati in confortevole albergo, giocano a calcio balilla

C’è un numero che attesta l’escalation dell’emergenza: i migranti ospitati nel sistema d’accoglienza sono balzati dai 104 mila del 2015 ai quasi 170 mila di oggi, determinando proteste di cittadini ed enti locali, dal Nord al Sud, ultimi esempi Goro e Gorino nel ferrarese. Un boom dovuto principalmente a tre fattori: il flop dei ricollocamenti (fermi a 1.318 rispetto ai 40 mila in due anni previsti), la difficoltà dei rimpatri degli irregolari (solo poche migliaia quest’anno) ed il rafforzamento dei controlli alle frontiere dei Paesi confinanti, Francia ed Austria in testa (per i quali la Ue ha dato l’ok, possono proseguire fino a febbraio 2017, mettendo ulteriormente nei guai l’Italia).

Il premier Matteo Renzi è tornato ad attaccare a testa bassa l’Europa, nel tentativo di distogliere l’attenzione degli elettori dall’incapacità sua e del governo di risolvere questo ed altri problemi. «Noi italiani – ha detto – stiamo cercando di rimediare ad una situazione molto difficile, la situazione non è al collasso o fuori controllo. Ci sono problemi ma si gestiscono. Il problema dell’immigrazione lo stiamo affrontando con responsabilità ma soprattutto per l’incapacità dell’Europa di essere solidale».

ACCOGLIENZA, IL COSTO – E’ certo però che al Viminale ci si preoccupa degli sbarchi senza fine e per le difficoltà di reperire soluzioni alloggiative. Senza contare l’aspetto economico. L’accoglienza costa infatti oltre 100 milioni di euro al mese, un miliardo e duecento milioni di euro in un anno. All’appello mancavano 650 milioni di euro per le associazioni che lavorano nelle strutture e minacciano di interrompere i servizi, ma il ministero dell’Economia ha tirato fuori dal cilindro fondi, reperiti nella legge di stabilità.

COMUNI  – La strategia privilegiata dal Viminale, quella dell’accoglienza diffusa capillarmente su tutto il territorio, evitando grosse concentrazioni, è messa in forse dai massicci arrivi. Sono 2.600 i Comuni che ora accolgono ed il piano messo a punto da ministero e Anci nei giorni scorsi è quello di estendere questa platea incentivando le città ad accettare le presenze di stranieri. Allo scopo viene stanziato un fondo di 100 milioni di euro a favore dei Comuni ospitali, che si traduce in 500 euro per ogni migrante accolto. Il Piano prevede di ripartire 2,5 richiedenti asilo ogni mille abitanti, differenziando i Comuni in tre classi: fino a 2.000 abitanti, con più di 2.000 abitanti e le città metropolitane. Nel primo caso il massimo dei migranti assegnati è 5; nell’ultimo si scende a 1,5 ogni mille abitanti. Ma già Firenze e la Toscana si sono tirati indietro sostenendo di aver già valicato questo limite.

FLOP RICOLLOCAMENTI E RIMPATRI – Per allentare la pressione – acuita dal ripristino dei controlli alle frontiere che impedisce agli stranieri di lasciare l’Italia verso altri Paesi – le strade su cui puntava il Viminale erano i ricollocamenti dei richiedenti asilo e dei rimpatri degli irregolari. Ma la prima, ad un anno dal via, si è rivelata finora un fallimento: solo in 1.318 sono stati trasferiti in altri Stati che hanno accettato di accoglierli. Quanto ai rimpatri, quelli europei, auspicati da Alfano, non sono mai partiti. E in attesa della cabina di regia per rimpatri gestiti in coordinamento tra Italia, Francia e Germania su cui i tre ministri dell’Interno si sono accordati recentemente, ci si deve accontentare di poche migliaia di persone. In tutto il 2015 i rimpatri sono stati 16 mila e quest’anno i numeri saranno simili. Servono accordi bilaterali con i Paesi di provenienza e l’Italia li solo ha con Paesi come Egitto, Tunisia, Marocco e Nigeria. Ma si tratta di procedure lunghe e faticose, che finora non hanno dato risultati soddisfacenti.

MEDITERRANEO CIMITERO – E mentre in Italia si cercano nuovi luoghi dove mandare chi arriva, mentre il Vaticano, la Boldrini e le associazioni umanitarie, coop ecc. predicano l’accoglienza, nel Mediterraneo purtroppo si continua a morire.  Secondo l’Unhcr sono almeno 3.740 le persone morte e disperse nel tentativo di attraversare il Mediterraneo, ma con i 90 morti registrati in un naufragio di oggi si arriva a 3.830, superando i 3.771 registrati nel 2015, finora l’anno più nero.

Si tratta ormai di una situazione esplosiva, destinata a fomentare altri episodi come quelli, condannati da Morcone e Alfano, di Goro e Gorino. Ma la gente, già in difficoltà economiche, costretta a andare avanti al limite della sopravvivenza, mal sopporta la vista di migranti nullafacenti, con smartphone di ultima generazione, ospitati a e nutriti a spese nostre, e che spesso si lamentano perché il cibo non è gradito o perché non esiste il wi-fi. Che tornino a casa loro, dicono molti, dove forse troveranno un ambiente più accogliente.

 

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Camillo Cipriani

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