Due settimane di fuoco per il premier

Referendum: ##Piazza del Popolo-Leopolda, Renzi prova a scaldare la base dem. Ma la minoranza Pd di Bersani «strappa»

di Redazione - - Cronaca, Politica

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insegna-leopoldaROMA –  Matteo Renzi ci prova: ha due settimane di tempo per ritrovare lo «spirito della Leopolda» e lanciare l’ultimo mese di campagna elettorale per il sì al referendum costituzionale. E’ quanto cercherà di fare il premier con la manifestazione in programma domani pomeriggio in piazza del Popolo a Roma e poi il fine settimana successivo a Firenze, nella settima edizione della storica kermesse da cui fu lanciata la rottamazione. Renzi è consapevole del fatto che la campagna per il Sì non è ancora riuscita a “sfondare”, in particolare in quel vasto bacino di indecisi che, visti i sondaggi che danno gli schieramenti in sostanziale parità, saranno determinanti per il risultato finale.

Renzi ha riconosciuto ormai più volte l’iniziale errore di personalizzazione, consigliato dal guru americano Jim Messina che, raccontano dirigenti vicinissimi al premier, dopo il primo incontro commentò: Renzi deve essere più umile. Da quel momento
il presidente del Consiglio ha smesso di parlare del dopo referendum e si è lanciato in un tour che sta toccando un po’ tutta Italia e in un serie di apparizioni televisive. Al momento, però, anche se qualche segnale positivo viene colto, non sembra essere bastato per convincere una quota significativa di indecisi. E inizia a serpeggiare un po’ di scoramento. C’è un po’ di confusione e non si sa bene cosa fare. Non sempre siamo pronti a rilanciare su alcuni temi su cui ci attaccano, rivela un dirigente del Pd molto impegnato nell’organizzazione della campagna. E allora serve un rilancio, con luoghi fisici in cui scaldare i cuori e far tornare energie tra i volontari e i militanti. Dunque piazza del Popolo e la Leopolda. Due appuntamenti ritenuti fondamentali. Non a caso, come sempre
quando sente l’importanza del momento, Renzi ha scelto di andare sul sicuro. Per Roma ha reclutato Massimo Gramigni,
l’organizzatore di tanti grandi concerti fiorentini ma anche, pochi mesi fa, della messa di Papa Francesco allo stadio Artemio
Franchi. Della Leopolda, invece, si occupa in prima persona Luca Lotti, il braccio destro (e qualcosa in più) del premier.

Piazza del Popolo (dove le persone arriveranno da tutta Italia con oltre 300 pullman, 4 aerei charter, 8 treni) servirà a
rinvigorire i militanti del Pd, con una ricetta che non vede presenti politici, oltre a Renzi, sul palco ma tanta musica
popolare, con band provenienti da tutto il Paese. Una scelta musicale, se si vuole, di sinistra. Proprio nel giorno in cui,
con la sinistra interna, si consumerà, anche visivamente, la spaccatura: la minoranza di Bersani e Speranza in piazza del
Popolo non ci sarà.  Con Renzi, infatti, ci saranno praticamente tutti i ministri e i parlamentari (molti arriveranno in treno o
in autobus insieme ai militanti) ma non la minoranza bersaniana del partito, con la quale, ormai, la frattura appare insanabile. Alla
Leopolda, invece, il premier parlerà in primo luogo al suo popolo, che è del Pd, ma non solo. E’ più largo. Come, per Renzi,
dovrà essere l’elettorato che voterà Sì al referendum. A tutti consegnerà il “mandato” di convincere gli indecisi, con il
contatto diretto, usando la rubrica del cellulare.

Il primo target verso il 4 dicembre, dunque, sono gli indecisi. Il secondo i giovani. E non a caso Renzi (che su La7 duellerà con Ciriaco De Mita in un confronto tv sul referendum) si è fatto intervistare da Rolling Stones Magazine, che gli dedica la copertina con il titolo The young Pop. Io mi considero molto semplice, l ‘anti rockstar per eccellenza, spiega il premier. «Tutti quei politici che vivono nel culto di
se stessi sono gli stessi che non riescono ad accettare di andare ai giardinetti. E quindi sono sempre lì, non se ne vanno, a
volte ritornano, non accettano mentalmente l ‘idea dei giardinetti. Lo vediamo anche in questa campagna referendaria»,
afferma Renzi che non perde l’occasione per mostrare di conoscere i “tormentoni” musicali dei giovanissimi: Andiamo a comandare
ce l ‘ho, ma ho anche roba di gente che mi detesta, tipo Vorrei ma non posto di J Ax e Fedez.

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