Diktat a prefetti e sindaci, accogliere e dare lavoro agli ospiti

Migranti: il governo, a sorpresa, stanzia 500 milioni in più nella legge di stabilità

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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migrantiApparentemente sembra che il governo, nell’elaborare il documento programmatico di bilancio, abbia seguito i consigli del prefetto Mario Morcone, il Capo del Dipartimento dell’immigrazione del Ministero dell’Interno che si batte a spada tratta per l’accoglienza indiscriminata, il lavoro agli immigrati prima che agli italiani e condanna chi osa, facendo barricate, sbarrare la strada ai presunti profughi. Si prevede infatti l’utilizzazione dei migranti in lavori socialmente utili, fattore che però contribuisce a gonfiare le spese per l’accoglienza. Ma visto che l’unione europea è entrata nell’ordine di idee di abbonarcele, il Governo non se ne cura e procede per la via indicata dal prefetto.

Un articolo come al solito puntuale di Marco Ludovico sul Sole 24 Ore, riferisce che iI testo pubblicato dal Mef (ministero dell’Economia e Finanze) delinea, tra l’altro, le previsioni di spesa per l’impegno dell’Italia sui migranti, riferendosi al piano per l’accoglienza diffusa in corso di elaborazione al ministero dell’interno. Il progetto in questione non solo «si pone come obiettivo tendenziale la distribuzione equa su 8mila comuni dei migranti», ma «tiene anche conto della necessità di adottare una specifica normativa per consentire i lavori socialmente utili, la formazione ai migranti e la loro integrazione nel tessuto sociale».

L’impiego diffuso in lavori socialmente utili degli immigrati accolti come rifugiati è dunque un obiettivo dell’esecutivo. In questa direzione, del resto, da diverse settimane tra i ministeri dell’Interno, Lavoro e Presidenza del Consiglio c’è allo studio l’impiego di 3mila rifugiati nel servizio civile nazionale, progetto finanziato dal Fami (fondo asilo, migrazione e integrazione).

Il documento del ministero dell’Economia fa emergere come tra il 2016 e il 2017 l’aumento di spesa ammonti a mezzo miliardo. «L’impatto complessivo sul bilancio italiano della spesa per migranti, in termini di indebitamento netto e al netto dei contributi dell’Unione europea, è attualmente quantificato in 2,6 miliardi per il 2015, previsto pari a3,3 miliardi per i1 2016 e 3,8 per i12017, in uno scenario costante ossia in assenza di un ulteriore acuirsi della crisi». Invece nel cosiddetto «scenario in crescita» ipotizzato dal Mef le stime dei costi lievitano: 4,227 miliardi per il 2016 e 4,261 per l’anno prossimo. «II sistema dell’accoglienza si trova a dover far fronte a una crescita esponenziale delle presenze, che esercita una considerevole pressione sul territorio. mettendo alla prova la capacità di ricezione», si legge nel documento.

I numeri aggiornati del ministero dell’Interno spiegano l’avvio graduale verso la catastrofe finanziaria. Sono 158.515 i migranti sbarcati dall’inizio dell’anno (+ 13% rispetto al 2015); e 171.938 gli stranieri ospitati nei centri di accoglienza, a cui vanno sommati 19.429 «minori non accompagnati». Le richieste d’asilo «confermano il trend dello scorso anno e sono pari a 72mila nei primi 8 mesi del 2016».

Nel frattempo, dopo la lavata di capo riservata al prefetto di Ferrara per quelli che sono stati definiti i gravissimi fatti di Goro (come se la gente non avesse più il diritto alla protesta e dovesse seguire senza fiatare i diktat governativi) i prefetti sono stati indottrinati da Morcone e Alfano sulle ultime imposizioni dell’esecutivo: debbono distribuire i migranti a forza su tutto il territorio, risparmiando i comuni che hanno accettato il sistema dello Sprar e non cedendo alle opposizioni dei cittadini, che in molti luoghi si preparano alle barricate e che, secondo il credo Alfanian-morconiano, andrebbero adeguatamente repressi e puniti. Che vadano in Ungheria esclamerebbe il Capo dell’immigrazione.

E non è escluso che molti accettino il suo invito, visto che un numero sempre maggiore di italiani sceglie di andar via dal nostro paese, che non offre loro alcuna prospettiva, anzi privilegia e promuove ospitalità e lavoro per gli africani. Ma in che paese ci tocca vivere. Gli italiani non accecati dalla propaganda e dalle chiacchiere dovrebbero ricordarsene il 4 dicembre e votare con coscienza e consapevolezza di quel che li aspetta. .

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Camillo Cipriani

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