Sono necessari continui interventi di manutenzione

Acqua, distribuzione: rotture di tubi e dispersione la riducono del 50- 60% l’utilizzazione, e pesano sulle bollette

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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FIRENZE – Le frequenti rotture dei tubi dell’acquedotto fiorentino, alle cui condizioni di vetustà si cerca di porre rimedio con colpevole ritardo, considerato anche quanto paghiamo per il servizio, non costituiscono cdrto un fattore isolato, anzi crediamo che la nostra città sia in condizioni migliori di tante altre nel nostro paese.

Il problema è stato sollevato a livello nazionale da Alessandro Zanasi, Presidente nazionale dell’associazione Risorsa Acqua e membro effettivo della International Water Academy di Oslo. Il quale afferma che in Italia abbiamo globalmente una buona qualità dell’acqua, ma il grosso problema invece è quello della dispersione. Soprattutto nel Sud circa il 50-60% dell’acqua captata, depurata e messa in rete, e che ha già un costo di lavorazione, non arriva nei rubinetti delle case, ma viene disperso a causa di tubature rotte.

Abbiamo reti idriche fatiscenti, che necessitano di manutenzione costante. Ma per le aziende di distribuzione la manutenzione è un costo che devono sostenere; dunque la manutenzione riduce i margini di utile e i ricavi. Quindi, il risultato troppe volte è che la manutenzione si fa quando e se il bilancio lo permette.

“Pensate – aggiunge Zanasi – che dal punto di vista di robustezza e di igiene, le condotte che tengono di più sono quelle romane, in cotto. Poi c’è stata una grande polemica sulle condotte che erano state costruite in cemento-amianto, in tutta Italia. Per fortuna è una parte molto limitata della rete che ora si cerca di sostituire. L’amianto crea un problema dal punto di vista respiratorio, ma sembrerebbe, che alla lunga, possa causare problemi a livello gastroenterologico.”

Dopo 50-60 anni, le condotte iniziano a usurarsi, e non sempre è possibile individuare le perdite. Un esempio evidente è quando ci sono gli smottamenti (senza arrivare a vero e proprio terremoto): si rompe una condotta sulla strada ed esce un fiotto d’acqua. Le perdite dovute a tubazioni obsolete sono una causa drammatica dello spreco d’acqua, soprattutto al Sud. Ma non soltanto al Sud: l’esempio del lungarno Torrigiani a Firenze è testimonianza attuale di quanto siano vetuste anche le tubazioni della nostra città.

Per rifare una rete idrica è la tesi di Zanasi – ci vogliono decine e decine d’anni, e una volta finita bisogna cominciare da capo. Non possiamo fare la condotta, metterla sotto terra e non pensarci più. Purtroppo la manutenzione va a incidere sulla tasca del consumatore, che continuano a pagare senpre più le bollette e ad avere un servizio di media qualità.

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Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

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