Finora hanno aderito piccoli e piccolissimi risparmiatori

Banche salvate: rimborsate obbligazioni per 10 milioni di euro. Respinte solo 24 domande

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Obbligazioni rimborsate per quasi 10 milioni di euro e una mole di 3390 domande già in lavorazione, circa la metà di quelle attese. E’ il tagliando dell’operazione di indennizzo forfettario per gli obbligazionisti delle vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti che si sono visti azzerare i bond con il salvataggio degli istituti lo scorso anno.

RIMBORSI – Dopo la fase di rodaggio, a poco più di un mese e mezzo dall’avvio dei rimborsi il Fondo interbancario, che attraverso il fondo di solidarietà sta gestendo l’operazione, si dice soddisfatto dei risultati ottenuti fin qui, come spiega il vice direttore generale Fitd Salvatore Paterna. I rimborsi forfettari (all’80%) già liquidati hanno superato i 7,7 milioni e con il prossimo flusso di mercoledì arriveremo attorno ai 10 milioni, dice Paterna, sottolineando che finora hanno chiesto di aderire al meccanismo in sostanza piccoli e piccolissimi risparmiatori.

INVESTITORI – Gli assegni liquidati, infatti, per il 97% sono di importo inferiore ai 50mila euro, e di questi il 60% è inferiore ai 10mila euro. E’ certo che ci siano anche investitori di una certa taglia ma per ora – riferisce Paterna – abbiamo avuto solo 18 richieste superiori a 50mila euro, una oltre i 200mila e un paio sopra 150mila. Un effetto probabilmente prodotto dall’attesa per l’esito del processo di vendita delle 4 good bank, ancora in corso – la speranza di alcune associazioni, come le Vittime del Salvabanche, è che gli acquirenti possano prevedere forme di ristoro aggiuntive – ma anche dal ritardo dei decreti sull’arbitrato, che ancora non sono stati emanati. E che potrebbero portare a una proroga della scadenza per le richieste di indennizzo automatico, al momento fissata al prossimo 3 gennaio, anche se dal governo si spiega che il tema non è ancora all’ordine del giorno.

DILAZIONE – E’ improbabile però che prima di Natale si possa riprendere in mano il dossier, dopo che il Consiglio di Stato aveva fatto diversi appunti a una prima stesura del provvedimento di competenza del ministero dell’Economia. Se ci fosse una dilazione – aggiunge Paterna – non lo considereremmo un problema, anzi, ci darebbe un po’ di respiro in più.

PRATICHE – Le pratiche da elaborare, infatti, stanno risultando più del doppio delle istanze presentate, per l’ampia diffusione delle cointestazioni e delle sottoscrizioni multiple che hanno bisogno di trattazioni separate. Pochissimi i rigetti, 24 finora, dovuti a richieste di rimborso di azioni o obbligazioni ordinarie, e in qualche caso di soggetti che dichiaravano il possesso di un requisito che non avevano.

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Camillo Cipriani

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