I dati Istat di ottobre

Economia: l’Italia torna in deflazione, unico fra i paesi dell’eurozona. I prezzi calano dello 0,1%

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

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ROMA – La deflazione torna a fare capolino, con i prezzi che a ottobre scendono di nuovo sotto lo zero. Un -0,1% che basta a bruciare il rialzo registrato dall’Istat a settembre e allontana l’Italia dal resto dell’eurozona, dove i listini continuano a salire raggiungendo quota 0,5%. Non solo due diverse velocità quindi ma due segni diversi, anche se in ogni caso si tratta di dati ancora distanti dagli obiettivi della Bce, che come target hanno un’inflazione al 2%. Nell’Ue a 19 in positivo c’è anche il Pil, che nel terzo trimestre fa +0,3% sul precedente, ma per avere il dettaglio italiano, bisognerà aspettare metà novembre. Intanto fa ben sperare la previsione del Centro Studi di Confindustria sulla produzione (+0,7% a ottobre).

Tornando ai prezzi, in casa nostra a giocare un ruolo determinante è l’energia, anche se stavolta a tirare giù l’indice sono le bollette. Anzi, la benzina ha smesso di scendere dopo più di due anni, complici le quotazioni del petrolio. Le decisioni sulle tariffe prese dall’autorità di settore hanno invece determinato il calo per luce e il gas, tanto che Federconsumatori stima che lo ‘scontrino pagato dagli italiani per le utenze, pari a 2.291 euro, sia in diminuzione, almeno 2016 su 2015.

In generale il termometro dell’Istat si riposiziona sui livelli di luglio e agosto, contro le attese degli analisti che per lo più indicavano un proseguimento della timida risalita dei prezzi. Il 2016 si candida così a diventare l’anno dell’inflazione zero, il tabellone segna otto mesi su dieci in territorio negativo. Lo scenario non piace alle associazioni dei consumatori, che puntano il dito contro la dinamica del carrello della spesa (-0,3%). Il dato a prima vista potrebbe sembrare favorevole alle tasche degli italiani e per un certo verso lo è visto che l’Unc stima un risparmio di 23 euro annui per la famiglia tipo. Tuttavia tutti sono concordi nel non fermarsi qui, perché dietro ci sarebbe una domanda che non tira.

Ecco che l’Adusbef parla di dato scoraggiante, il Codacons preannuncia un Natale gelido e Confcommercio vede vivi i rischi di una perdurante deflazione. Ancora più preoccupato il commento della Coldiretti, che parla di effetti devastanti nelle campagne, con il latte che viene ormai pagato agli allevatori quasi come l’acqua minerale al supermercato.

A ottobre pesano d”altra parte fattori stagionali, che sono anche alla base dei ribassi nel settore turistico (-7,7% per i voli e -4,3% per gli alberghi). Si smorza anche il caro-scuola, con costi in discesa anche per gli asili nido.

Qualcosa però si muove anche in Italia, i prezzi alla produzione nell’industria, al fondo della catena dell’inflazione, restano sì con il segno meno davanti (-0,7% a settembre) ma l’inabissamento si riduce notevolmente rispetto a qualche mese fa. Certo solo un piccolo passo rispetto a chi, come la Germania, ha messo il piede sull’acceleratore, con i prezzi in risalita come non accadeva da due anni.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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