Si legge nella relazione del cda all'Assemblea, in programma il 24 novembre

Monte Paschi: sarà possibile la conversione in azioni anche dei titoli senior

di Redazione - - Cronaca, Economia

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MILANO – Oltre alla conversione volontaria dei bond subordinati Tier 1 e Tier 2, Mps si riserva anche la possibilità di offrire la conversione di strumenti finanziari senior. E’ quanto si legge nella relazione illustrativa del cda della banca senese predisposta per l’assemblea dei soci del 24 novembre. «Si è rilevato che la situazione dei mercati potrebbe rendere di difficile esecuzione la raccolta di un ammontare pari a quello ipotizzato attraverso semplici offerte di sottoscrizione. Anche sulla base di queste indicazioni, il cda, considerate le attuali condizioni di mercato e al fine di favorire il buon esito dell’aumento e, quindi, dell’intera operazione in cui esso si inserisce, ha valutato la possibilità di combinare un’offerta di sottoscrizione con altre fattispecie, e in particolare una potenziale operazione di liability management volta all’eventuale acquisto da parte della banca di strumenti finanziari (subordinati Tier 1/Tier 2 e senior) emessi o garantiti (direttamente o indirettamente) dalla banca, con obbligo dei destinatari che dovessero accettare tale offerta di destinare il corrispettivo così ricevuto alla sottoscrizione di nuove azioni emesse nell’ambito dell’aumento di capitale; all’eventuale riconoscimento ai portatori di strumenti finanziari emessi da terzi – ma convertibili in azioni della banca – di un incentivo per la conversione, da impiegare nella sottoscrizione di nuove azioni, emesse nell’ambito dell’aumento e che sarebbero assegnate ai portatori di detti strumenti finanziari in conseguenza della loro conversione in equity e in aggiunta alle azioni che spetterebbero loro in base ai regolamenti dei predetti strumenti finanziari».

L’altra questione sollevata dai riscontri preliminari ottenuti dalle banche del consorzio da parte degli investitori istituzionali, si legge nella relazione, riguarda le dimensioni stesse dell’aumento: «si è rilevato che la situazione dei mercati potrebbe rendere di difficile esecuzione la raccolta di un ammontare pari a quello ipotizzato attraverso semplici offerte di sottoscrizione (siano esse rivolte a investitori istituzionali o retail). Anche sulla base di queste indicazioni, il cda, considerate le attuali condizioni di mercato e al fine di favorire il buon esito dell’aumento e, quindi, dell’intera operazione in cui esso si inserisce, ha quindi valutato la possibilità di combinare una offerta di sottoscrizione come quella indicata. Nel quadro delineato – spiega il cda di Mps – i vincoli e le rigidità (anche di tempistica) posti da un aumento di capitale in opzione non sono parsi al consiglio compatibili con l’attuale contesto di mercato e politico caratterizzato da forte volatilità e incertezza, che suggerisce al contrario di poter disporre di strumenti il più possibile rapidi e flessibili per intercettare la domanda degli investitori, raccogliere nuovo capitale e conseguire così i fondamentali obiettivi, attinenti l’interesse sociale, che la complessiva operazione sopra descritta – e con essa l’aumento di capitale che ne costituisce elemento fondamentale – è diretta a realizzare».

 

 

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