I contestatori lamentano la violazione delle garanzie costituzionali

Firenze, Leopolda: la Questura permette solo un presidio di protesta a Piazza Santissima Annunziata. La reazione dei Comitati

di Redazione - - Cronaca, Politica

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renzi-leopoldaFIRENZE – Vietato dalla questura, per motivi di ordine pubblico, il corteo annunciato per domani dal comitato ‘Firenze dice no’ per protestare contro la convention della Leopolda. La polizia ha prescritto di manifestare con un presidio fisso in piazza Santissima Annunziata, nel centro della città, ma gli organizzatori, che questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa davanti ai cancelli della Leopolda, hanno annunciato l’intenzione di sfilare per le vie di Firenze fino al luogo della kermesse alla quale partecipa il premier Matteo Renzi, ignorando il provvedimento. «Confermiamo l”appuntamento alle 15 in piazza San Marco – ha detto Luca Toscano, esponente del comitato -, non si può impedire che questa manifestazione esista e che arrivi alla Leopolda. Questo divieto – ha aggiunto – è stato fatto a due giorni dalla manifestazione e senza un motivo valido, non deriva solo da una scelta della questura ma da una questione politica».

Secondo quanto appreso, alla manifestazione No a Renzi è prevista la partecipazione di circa mille persone, per lo più militanti di area antagonista, provenienti da tutta Italia.

Sono stati diffusi diversi comunicati di protesta che lamentano la violazione della libertà di manifestare, sancita costituzionalmente. Questi i testi:

Sinistra Italiana ci va giù dura, è violata la Costituzione:

«Se il Presidente del Consiglio fa anche il segretario di partito non si può permettere di inibire le manifestazioni politiche. Non siamo tra i promotori della manifestazione di domani ma troviamo scandaloso che sia vietato, di fatto, svolgere un corteo in città perché alla Leopolda ci sono esponenti del governo. La Questura di Firenze non ha proposto agli organizzatori alcun percorso alternativo. Questo è gravissimo. Vorremmo ricordare a tutti che poter manifestare liberamente è ancora un diritto sancito dalla Costituzione. La città non è di proprietà del premier.

Sinistra Italiana Firenze Sen. Alessia Petraglia On. Marisa Nicchi»

Ma protestano anche i Comitati No Tunnel Tav; anche loro citano la Carta fondamentale:

«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Questo è l’incipit dell’articolo 21 della Costituzione Italiana, quella ancora in vigore; è l’articolo che nemmeno le riforme renziane, su cui ci dobbiamo presto pronunciare, osano toccare. Nella pratica però Matteo Renzi viola questo principio in maniera molto pesante: la Questura di Firenze ha sostanzialmente proibito il corteo che domani 5 novembre 2016 intende contestare le politiche del governo che si ritrova in questi giorni alla Leopolda. Impossibile non pensare che dietro questo divieto non ci siano decisioni che vengono da Palazzo Chigi.

Al di là delle chiacchiere, di cui è gran dispensatore il Presidente del Consiglio, qua c’è la volontà di celare ogni forma di dissenso, nasconderlo, impedirne l’espressione. Non solo: violare così palesemente uno dei pilastri della nostra Costituzione è un segno inequivocabile dell’attitudine antidemocratica di questo governo, segno di un degrado politico, culturale e morale che tutti i cittadini devono denunciare. Impedire che i cittadini esercitino i loro diritti costituzionali è una chiara forma di violenza sostanziale di cui il Governo è responsabile.

Noi diciamo NO! Comitato No Tunnel TAV Firenze»

Infine secondo la sigla di sinistra Perunaltracittà il no al corteo «è un atto senza precedenti col quale si intende negare il diritto di manifestare». Sulla questione sono intervenuti anche i sindacati di base, che in una nota parlano di «un’iniziativa liberticida».

Tutti invocano il rispetto di un articolo della Costituzione che non viene toccato dalla riforma renziana e che in pratica, a loro giudizio, verrebbe disapplicato in quest’occasione.

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Commenti (1)

  • roberto

    |

    A PROPOSITO DI COSTITUZIONE! Da ieri tutti i 18enni possono spendere un bonus di 500 euro per la cultura! Naturalmente, in modo incostituzionale, per tutti uguale indipendentemente dal reddito!
    Un altro ” biglietto elettorale”!
    L’esatto contrario dello Stato di Diritto!
    VOTIAMO NO! MA AL CONTEMPO CHIEDIAMO L’ATTUAZIONE INTEGRALE DELLA COSTITUZIONE!

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