Domani la candidatura ufficiale. Il titolo in borsa vale 0,21 euro

Monte paschi: Alessandro Falciai presidente al posto di Massimo Tononi. La proposta della Fondazione

di Redazione - - Cronaca, Economia

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La Banca Monte dei Paschi di Siena

MILANO – La candidatura di Alessandro Falciai a presidente di banca Mps, in sostituzione di Massimo Tononi, potrebbe essere ufficializzata già domani dalla fondazione Mps, che detiene l’1,45% del capitale dell’istituto. L’ipotesi Falciai che è azionista dell’istituto senese con l’1,8% era già stata ipotizzata negli ultimi giorni da alcuni dei soci della banca e la scorsa settimana sembrava aver rifiutato la candidatura alla presidenza. La candidatura di Falciai, imprenditore livornese che ha fatto fortuna cedendo le torri delle Tv al gruppo Mediaset qualche anno fa e che ha oggi ha un patrimonio investito anche nella nautica e in altre attività, apre una settimana di fuoco per Mps. L’amministratore delegato di Mps Marco Morelli impegnato è impegnato da lunedì scorso in un road-show che ha toccato le principali piazze finanziarie, da Londra al Qatar agli Usa, patria dei grandi fondi, per convincere gli investitori a scommettere sulla Banca che si prepara a lanciare un aumento di capitale da 5 miliardi di euro, valendone appena 0,6 in Borsa.

Lunedì è il termine ultimo per presentare offerte per la piattaforma Juliet, che gestisce crediti deteriorati per 8,6 miliardi di euro, e nel pomeriggio Morelli sarà a Roma in via Martini, convocato dalla Consob dopo il passo indietro dell’ex-ministro Corrado Passera, già sentito in commissione, che ha ritirato la propria proposta per il salvataggio della banca a seguito di un atteggiamento definito dallo stesso di totale chiusura da parte di Siena.

Poi le nuove tappe del road-show, di nuovo a Londra ed in Asia, mentre Piazza Affari sembra non avere clemenza sul titolo della Banca più antica del mondo. Dopo la rimontina di fine ottobre, infatti, le azioni sono di nuovo in caduta libera, anche se al di sopra dei giorni più cupi – era il 10 luglio di quest’anno – quando il titolo valeva 0,16 euro, esprimendo un valore di Borsa di 469 milioni di euro.

Nell’ultima seduta Rocca Salimbeni ha perso il 9,17% a 21 centesimi, con un calo dell’82,87% da inizio anno. Di un anno fa è il massimo di 1,66 euro, raggiunto l’11 settembre 2015, mentre sembrano ormai fantascienza i 10,42 euro del 17 giugno 2014. Da allora sono stati bruciati oltre 29,9 miliardi di euro, più dei 20 raccolti negli ultimi 8 anni attraverso 5 aumenti di capitale. Da inizio anno Mps ha mandato in fumo 2,8 miliardi e in una sola settimana 143,64 milioni.

Dopo l’apice di 0,34 euro dello scorso 24 ottobre a seguito di 5 incredibili rialzi, il 25 ottobre è iniziato il nuovo declino e sarà difficile prevedere che cosa farà il titolo nelle prossime sedute di Borsa. Di sicuro le premesse non sono buone, con le elezioni Usa – che tanto fanno soffrire i mercati – ormai alle porte, la possibile retromarcia del Regno Unito sulla Brexit dopo la sentenza dell’Alta Corte britannica ed in vista del referendum del 4 dicembre, che vede i No ancora in vantaggio. Non aiuta anche l’ispezione della Bce emersa dall’ultimo rendiconto trimestrale, mentre i crediti deteriorati lordi allo scorso 30 giugno hanno raggiunto quota 45,3 miliardi, di cui 27,6 sono sofferenze lorde.

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