Il gruppo vale in Borsa meno di 620 milioni di euro.

Monte Paschi: nuovo forte ribasso (-9,17%) a Piazza Affari. Il titolo a 21 centesimi di euro

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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MILANO – Per tutto un complesso di cose, la discesa di Mps in Piazza Affari non sembra vedere la fine. Nell’ultima seduta della settimana il titolo ha chiuso in perdita del 9,17% a 21 centesimi. Il crollo è cominciato il 25 ottobre, quando le azioni della banca senese hanno fatto inversione a U, interrompendo un ciclo di crescita repentina che era durato per cinque sedute. Al momento, il gruppo vale in Borsa meno di 620 milioni di euro.

Le ultime notizie dal fronte senese non hanno aiutato. Nella relazione all’assemblea e nel resoconto intermedio di gestione diffusi dalla banca, gli investitori hanno trovato più di un passaggio controverso. Come quelli sull’ispezione in corso da parte della Bce, sull’ipotesi di lanciare la conversione volontaria anche dei bond senior, sulla difficoltà a trovare investitori pronti a impegnarsi prima del referendum costituzionale.

Nel resoconto intermedio al 30 settembre sono stati gli stessi revisori a richiamare l’attenzione sull’ispezione della Bce, che è iniziata a maggio e finirà a dicembre. L’obiettivo è verificare la qualità del portafogli crediti di Mps. Nel caso in cui l’esito fosse difforme alle valutazioni della banca, ci potrebbero essere ripercussioni sul piano di salvataggio, che prevede la cessione di tutte le sofferenze con conseguente ricapitalizzazione da 5 miliardi. Secondo i check di Rocca Salimbeni, il 30 giugno i crediti deteriorati lordi ammontavano a 45,3 miliardi di euro, di questi 27,6 miliardi erano sofferenze lorde.

Anche l’ipotesi di coinvolgere nell’operazione i possessori di bond senior, e quindi non solo chi ha in tasca i subordinati, ha avuto un impatto negativo sul mercato. Qualche operatore ne ha dedotto che il roadshow alla ricerca di investitori non sta ottenendo i risultati sperati: la trasformazione in azioni di una più vasta platea di obbligazioni, quindi, servirebbe a compensare il mancato supporto di nuovi finanziatori. Secondo gli analisti di Equita, invece, si tratta di uno scenario puramente teorico ipotizzato dalla banca solo perché vuole garantirsi la massima flessibilità d”azione.

Alla luce di un piano industriale che prevede 2.600 esuberi, gli analisti di Banca Imi temono invece le conseguenze che potrebbe avere su Mps il rientro di 400 dipendenti ceduti dalla banca alla società Fruendo e che hanno fatto il ricorso, vincendo i primi gradi di giudizio.

Nel week end, l’ad Marco Morelli rientrerà dal roadshow, per riprenderlo a metà della prossima settimana, quando tornerà a Londra. Durante il suo breve soggiorno italiano, l’ad dovrà andare a Roma dalla Consob, che lo ha convocato per avere chiarimenti su cosa sia successo con il progetto di salvataggio di Mps proposto da Corrado Passera. L’ex ministro lo ha presentato al cda il 13 ottobre, ma pochi giorni fa lo ha ritirato, definendo quello della banca un atteggiamento di totale chiusura.

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Camillo Cipriani

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