Nuova proposta stravagante

Congedo parentale: Boeri, presidente inps, vuol lasciare a casa i padri per almeno 15 giorni. Ne va dell’educazione dei bambini

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Un’altra proposta stravagante e inconcludente è stata avanzata dal vulcanico presidente dell’Inps, Tito Boeri. Vulcanico solo nel fare proposte politiche inattuabili e rifiutate dall’esecutivo, ma non nel rimettere a posto conti e amministrazione dell’Istituto come sarebbe suo dovere. Ma l’esempio viene dall’alto, meglio le chiacchiere al vento che l’azione concreta.

Stavolta il bocconiano presidente ha proposto addirittura di rendere obbligatori 15 giorni di congedo di paternità nel primo mese dalla nascita di un figlio. Lo ha detto partecipando al convegno ‘Elle Active!’, organizzato dall’omonima rivista all’Unicredit Pavillon di Milano, e ha addirittura sottolineato l’esigenza d’introdurre sanzioni per far rispettare il congedo per i papà.

Ha ovviamente sfornato le cifre: «nei primi 6 mesi del 2016, con il passaggio da 1 a 2 giorni di congedo obbligatorio, abbiamo avuti tanti quanti se ne sono fatti nell’intero 2015». E soprattutto ha dato prova di essere informatissimo e preparato sull’argomento, come si conviene a un bocconiano, citando studi fatti in Paesi con la paternità obbligatoria, da cui emerge che «la presenza dei padri ha contribuito allo sviluppo cognitivo dei figli, perché anche i padri hanno un ruolo importante nella genitorialità». Confermando così di essere molto più attento agli aspetti sociali (che sarebbero di competenza del governo) che a quelli previdenziali (suo compito specifico).

I due giorni di congedo paternità obbligatorio e retribuito, lanciato in forma sperimentale dalla legge Fornero, sono stati confermati anche per l’anno 2017 nella legge di bilancio attualmente in discussione in Parlamento. La copertura prevista della misura è di 20 milioni. Il congedo obbligatorio di paternità retribuito, che  deve essere usufruito nei primi 5 mesi di vita del bambino,  era nel 2015 di un solo giorno, salito a due giorni nel 2016. La misura, confermata a per il 2017, non è  stata però stabilizzata. Ma anche questo provvedimento per Boeri è insufficiente, i padri debbono stare a casa almeno mezzo mese per salvare la previdenza italiana.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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