I provvedimenti adottati dopo gli incidenti di ieri

Firenze, Leopolda: dopo gli scontri 12 agenti feriti, un contestatore arrestato. Il Governatore Rossi, in generale le manifestazioni non vanno proibite

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

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FIRENZE – Il giorno dopo si fa il bilancio degli scontri avvenuti fra Forze dell’ordine e manifestanti No-Renzi, incidenti che, come noto, sono stati causati da gruppi contrari alla politica governativa, che protestavano contro il divieto di sfilare nel centro della città e vicino alla Leopolda, divieto imposto dal Questore e probabilmente concordato con il Viminale e Palazzo Chigi.

AGENTI FERITI – Al termine della giornata 12 agenti di polizia sono rimasti lievemente feriti o contusi negli scontri con i manifestanti ‘No Renzi’ per le strade del centro di Firenze, ieri, mentre era in corso alla Leopolda la seconda giornata della kermesse renziana. Uno dei manifestanti è stato fermato e portato in Questura.

ARRESTO – Dopo le verifiche degli inquirenti, il contestatore è stato arrestato con l’accusa di violenza, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. E’ un 31enne di Venezia, vicino ai centri sociali. Sul sito di Firenze dice No si leva la protesta: «abbiamo saputo che Francesco è in stato d’arresto, lunedì dovrebbe esserci il processo per direttissima. Seguiranno aggiornamenti. LIBERTÀ PER FRANCESCO e solidarietà verso tutti coloro che si mettono in gioco per dire NO a questo governo autoritario, sfidando divieti e censura!»

UIL – Sul tema questo il commento del segretario generale della Uil Toscana, Francesca Cantini: «Quanto successo oggi a Firenze non si può non condannare. La violenza non è mai la risposta, per questo esprimiamo massima solidarietà alle forze dell’ordine e a tutti i cittadini che hanno dovuto subire una guerriglia urbana indegna di un paese civile. Credo tuttavia – aggiunge Cantini – che sia stato un errore l’atteggiamento del premier Renzi che, vietando ogni manifestazione vicino alla Leopolda, ha di fatto alimentato la tensione. Ribadiamo con forza che la violenza è da condannare senza se e senza ma. Fermo restando che i cittadini si ascoltano, e tutti hanno il diritto di manifestare civilmente il dissenso. Soprattutto se si tratta di giovani, visto che il mondo che andiamo a progettare e a costruire sarà il loro mondo».

GOVERNATORE ROSSI – Continuano intanto i commenti degli esponenti politici. Quello del Governatore toscano, Enrico Rossi, è parzialmente difforme da quello del sindaco Nardella.  Il Governatore è stato l’unico che ha difeso il diritto costituzionalmente garantito a manifestare le proprie idee. «Far arrivare la manifestazione sotto la Fortezza significava creare una situazione di tensione e di conflitto e non avrebbe tenuto conto del diritto dei cittadini a muoversi anche di sabato. E’ un delicato equilibrio». Così Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, a Radio 24, ha commentato gli scontri di ieri. «Nessuno è autorizzato a contravvenire alle leggi, a usare violenza, queste cose sono inaccettabili. Prima di tutto bisogna esprimere una dura condanna», ha precisato Rossi. Ma alla domanda del giornalista se «l’avrebbe concessa, la manifestazione, fosse stato per lei?», il Governatore risponde sinceramente: «Le manifestazioni di natura diversa è bene tenerle distanti, ma in generale è bene che una manifestazione si lasci svolgere, tenendo ben distinte le cose». Esprimendo così un velato dissenso dal divieto espresso in via preventiva dalle Autorità locali di Ps, ma in sostanza anche dal recente indirizzo restrittivo adottato dal Ministero dell’interno.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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