Arrestato l'amico su disposizione della procura

Grosseto: muore per le botte dopo aver denunciato l’aggressione su Facebook. Fermati marito e moglie

di Redazione - - Cronaca

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CarabinieriGROSSETO – Era stata la stessa vittima, un 43enne del Grossetano, Claudio Carrucoli, a raccontare su Fb di essere stato aggredito, senza indicare da chi, poco prima di morire in ospedale a Grosseto, il 26 settembre, per le conseguenze di quelle botte. Ora, in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale, è finito un amico del 43enne, fermato stamani, 7 ottobre, dai carabinieri in esecuzione di una misura di custodia cautelare.

Agli arresti domiciliari, sempre su ordinanza del gip, anche la moglie del presunto responsabile dell’aggressione a Carrucoli: false dichiarazioni al pm il reato contestato alla donna. Il 43enne era stato ricoverato in ospedale a Pitigliano con gravi lesioni all’addome, venendo poi trasferito a Grosseto dov’è morto. Da quanto ricostruito dai carabinieri, l’uomo era rimasto ferito in conseguenza di un’aggressione subita nella notte tra il 10 e l’11 settembre a Sorano. A colpirlo, a quanto pare per futili motivi, come si legge in una nota della procura grossetana, sarebbe stato l”amico col quale aveva trascorso la serata, arrestato. Coinvolta nell’inchiesta, condotta dai carabinieri  di Sorano e del nucleo investigativo di Grosseto, anche la moglie perchè avrebbe tenuto – si spiega sempre nel comunicato della procura – una serie di comportamenti tesi a ostacolare le indagini, rendendo false informazioni al pubblico ministero e inducendo
l’unico testimone dell’aggressione a celare in tutto o in parte la verità, sia ai carabinieri sia al pubblico ministero.

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