Indagine del motore di ricerca Jetcost. Peggio solo gli spagnoli (81%)

Hotel, turismo: il 79% degli italiani preleva souvenir dalle camere o dai bagni

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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Roma, 4 nov. (askanews) - Dieci cose che gli italiani portano via dagli hotel Il 79% dice di prendere dei souvenir, dallo shampoo a specchi ed elettrodomestici Shampoo, saponi, cuffie per la doccia, i clienti degli hotel amano portarsi via come souvenir la maggior parte degli accessori dai bagni delle camere, spesso, anche asciugamani. Secondo l'ultima ricerca del motore di ricerca di voli e hotel Jetcost, il 79% degli italiani ha ammesso di averlo fatto, così come molti altri europei. E sono state prelevate cose più strane. Ad esempio, vassoi e cestini in cui c'erano frutta e dolci omaggio, batterie del telecomando, lampadine, la Bibbia. Qualcuno si è portato via anche cuscini e coperte dall'armadio. Tutti oggetti di poco valore, in camere da più di 100 euro a notte. In alcuni hotel sono stati usati cacciaviti o altri strumenti per staccare maniglie, asciugacapelli, portasciugamani, specchi, elettrodomestici, stereo. E dai business center sono sparite stampanti, computer e risme di carta. Nel 2008 la caten Holiday Inn ha denunciato la mancanza di oltre mezzo milione di asciugamani. I clienti più furbi usano piccoli accorgimenti: come sfilare un accappatoio o i liquori dal carrello degli addetti alle pulizie quando sono nei corridoi per rifare le camere. Prendere piatti, posate e vassoi dagli avanzi del servizio in camera fuori dalle stanze. Tra i pezzi più gettonati, saliere e portauovo. E non mancano le razzie durante la prima colazione o il consumo delle bottigliette del minibar riempite poi con liquidi simili. Ogni albergo ha una spesa media annuale che supera i 200mila euro per gli accessori e i servizi offerti. I migliori usano prodotti di marca e, anche se scompaiono, ne forniscono di nuovi ogni giorno. Esistono misure per limitare i piccoli furti, ma tutto ha un costo. Alcuni scelgono grucce particolari legate tra loro e fissate sulla barra interna degli armadi, altri mettono microchip in biancheria e accappatoi o usano minibar che addebitano direttamente sul conto della camera ogni bottiglia presa. Secondo Jetcost, peggio degli italiani sarebbero gli spagnoli: l'81% ha ammesso di essersi preso qualcosa in albergo, poi i portoghesi (76%), i britannici (69%) e i francesi (62%). I più onesti sarebbero, invece, i danesi: l'88% ha detto di non aver mai rubato nulla durante un soggiorno.

ROMA – Shampoo, saponi, cuffie per la doccia, i clienti degli hotel amano portarsi via come souvenir la maggior parte degli accessori dai bagni delle camere, spesso, anche asciugamani. Secondo l’ultima ricerca del motore di ricerca di voli e hotel Jetcost, il 79% degli italiani ha ammesso di averlo fatto, così come molti altri europei. E sono state prelevate cose più strane. Ad esempio, vassoi e cestini in cui c’erano frutta e dolci omaggio, batterie del telecomando, lampadine, la Bibbia.

Qualcuno si è portato via anche cuscini e coperte dall’armadio. Tutti oggetti di poco valore, in camere da più di 100 euro a notte. In alcuni hotel sono stati usati cacciaviti o altri strumenti per staccare maniglie, asciugacapelli, portasciugamani, specchi, elettrodomestici, stereo. E dai business center sono sparite stampanti, computer e risme di carta. Nel 2008 la catena Holiday Inn ha denunciato la mancanza di oltre mezzo milione di asciugamani.

I clienti più furbi usano piccoli accorgimenti: come sfilare un accappatoio o i liquori dal carrello degli addetti alle pulizie quando sono nei corridoi per rifare le camere. Prendere piatti, posate e vassoi dagli avanzi del servizio in camera fuori dalle stanze. Tra i pezzi più gettonati, saliere e portauovo. E non mancano le razzie durante la prima colazione o il consumo delle bottigliette del minibar riempite poi con liquidi simili. Ogni albergo ha una spesa media annuale che supera i 200mila euro per gli accessori e i servizi offerti.

I migliori usano prodotti di marca e, anche se scompaiono, ne forniscono di nuovi ogni giorno. Esistono misure per limitare i piccoli furti, ma tutto ha un costo. Alcuni scelgono grucce particolari legate tra loro e fissate sulla barra interna degli armadi, altri mettono microchip in biancheria e accappatoi o usano minibar che addebitano direttamente sul conto della camera ogni bottiglia presa. Secondo Jetcost, peggio degli italiani sarebbero gli spagnoli: l’81% ha ammesso di essersi preso qualcosa in albergo, poi i portoghesi (76%), i britannici (69%) e i francesi (62%). I più onesti sarebbero, invece, i danesi: l’88% ha detto di non aver mai rubato nulla durante un soggiorno.

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Camillo Cipriani

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