Continua la schermaglia infinita con i burocrati comunitari

Patto di stabilità: Juncker all’Italia, rispettate le regole. Renzi risponde, non ci penso nemmeno

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Primo piano, Top News

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renzi juncker

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BRUXELLES – In vista del parere definitivo dell’Ue sulla manovra italiana e in particolare sulla flessibilità possibile per il 2017, il Presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, ha risposto in modo pacato ma fermo alle continue provocazioni e ai continui attacchi di Matteo Renzi. Che recentemente si sono moltiplicati ad uso esclusivamente interno, per acquisire facili consensi al momento del referendum costituzionale del 4 dicembre.

JUNCKER – Parlando a Bruxelles alla Confederazione europea dei sindacati il Presidente dell’esecutivo Ue ha detto: «Vorrei che non si dimenticasse il fatto che la mia Commissione ha introdotto nel Patto di Stabilità degli elementi di flessibilità di cui hanno beneficiato diversi Stati membri, e in particolare l’Italia. Tuttavia l’Italia non cessa di attaccare, a torto, la Commissione, e questo non produce i risultati attesi. L’Italia oggi, nel 2016, può spendere 19 miliardi in più di quanto avrebbe potuto fare se io non avessi riformato il Patto di stabilità nel senso della flessibilità indicata. La saggezza vuole – ha osservato Juncker – che prendiamo in conto i costi dei terremoti e dei rifugiati. Ma questi costi cumulati equivalgono allo 0,1 per cento del Pil. L’Italia ci aveva promesso di arrivare a un deficit dell’1,7% nel 2017. Ora ci propone il 2,4%, in ragione dei costi del terremoto e dei rifugiati, quando questo costo è limitato allo 0,1 per cento del Pil. Siamo in contatto stretto con il governo italiano, così come con gli altri governi europei, e restiamo vigilanti. Non si può più dire che le politiche di austerità siano continuate con questa Commissione così come erano state predisposte inizialmente», ha concluso Juncker.

RENZI – Immediata la risposta piccata di Renzi, che continua nella sua strategia di guerriglia nei confronti delle istituzioni comunitarie. E osserviamo che l’ex Presidente Re Giorgio Napolitano, severo e acerrimo difensore dell’Unione Europea nei confronti del governo Berlusconi, adesso non ha niente da dire in proposito. Il picconatore a Frosinone, dove continua il suo tour elettorale referendario ha affermato: «Juncker dice che faccio polemica. Noi non facciamo polemica, non guardiamo in faccia nessuno. Perché una cosa è il rispetto delle regole, altro è che queste regole possano andare contro la stabilità delle scuole dei nostri figli. Si può discutere di investimenti per il futuro ma sull’edilizia scolastica non c’è possibilità di bloccarci: noi quei soldi li mettiamo fuori dal patto di stabilità vogliano o meno i funzionari di Bruxelles».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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