Effetti contrastanti dalle misure in finanziaria

Pensioni, manovra: Istat, la 14.ma favorisce quelle più basse, ma le detrazioni fiscali non sono eque

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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inps

ROMA – Continuano le rilevazioni e i giudizi sulla manovra, ancora all’esame dei severi giudici dell’Ue. Interessanti rilievi per quanto riguarda le novità sulle pensioni sono stati espressi dall’Istat, che da un lato osserva la destinazione della 14ma ai meno abbienti, dall’altro l’iniquità delle detrazioni fiscali. La manovrà è criticata anche dall’Unione Nazionale Consumatori.

14.MA – Il rialzo della 14esima sulle pensioni a livello distributivo è «concentrato nella parte meno ricca della popolazione: più dell’80% della maggiore spesa è destinato a individui che appartengono a famiglie nei primi tre quinti di reddito equivalente e soltanto il 4,5% all’ultimo quinto».

DONA – Tesi contestata però da  Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, che ricorda le considerazioni opposte del presidente dell’Inps, Tito Boeri. Secondo Boeri, infatti, sottolinea Dona, «in sette casi su dieci la quattordicesima va a persone che non ne hanno alcun bisogno. Al di là del fatto che considerare come bisognose anche le famiglie del terzo quintile appare improprio, è evidente che se le scarse risorse pubbliche vengono date anche a chi riesce ad arrivare a fine mese, non andranno in consumi. Il maggior reddito disponibile non si tradurrà in un aumento dei consumi ma in maggior risparmio, come è avvenuto  finora per la gran parte delle misure del Governo Renzi».

DETRAZIONI – Ma il Presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, tira le orecchie al governo in merito alle detrazioni fiscali sulle pensioni. Intervenendo sulle misure per i pensionati, in audizione alla Camera sulla legge di Bilancio, spiega che le detrazioni previste non sono il massimo dell’equità: «l’aumento delle detrazioni Irpef per i pensionati risulta avere effetti meno importanti nei due quinti più poveri, sia in termini di quota di spesa totale, sia di beneficiari (in valore assoluto e in percentuale)».

Come dire il Governo con una mano (14ma) favorisce chi prende di meno, ma con l’altra azzera i benefici accordati. Ma con Renzi-Padoan i pensionati sono abituati a questo ed altro. E dovrebbero ricordarsene al momento di mettere la croce sulla scheda il 4 dicembre.

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Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

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Commenti (1)

  • roberto

    |

    L’osservazione dell’UNC fotografa la realta! I bonus non rilanciano i consumi!
    Ma anche in questo caso è la Costituzione, se attuata, che ci viene in aiuto!
    Ma facciamolo dire ai Veri Costituzionalisti,ovvero a coloro che la Costituzione l’hanno ideata/formulata e scritta!
    Il Costituente On. ALDO MORO:
    ” La 1a sottocommissione riconosce “l’anteriorità della persona umana rispetto allo stato e questi al servizio di quella”
    E’ votato dai rappresentanti di tutti i partiti e con il voto contrario di quelli dell’ Uomo Qualunque e dei Monarchici.

    Con questo accordo iniziò la discussione, su quali diritti sociali della persona umana e come lo stato doveva garantirli, e prescritti per il legislatore ordinario a venire.
    Il Costituente On.le De VITA:
    “Finora abbiamo parlato troppo di diritti e poco di doveri. Dobbiamo mettere in equilibrio diritti e doveri. E’ stato giustamente detto che il diritto senza dovere fa il padrone,che il dovere senza diritto fa il servo. Equilibrando i diritti e i doveri si fa l’uomo veramente libero. In questo equilibrio è tutto un uomo nuovo, e raggiungerlo è la grande missione di questo secolo”.
    Nel mese di maggio del 1947 venne dato forma alla Costituzione economica. Cioè venne deciso all’unanimità come la Repubblica doveva garantire in modo strutturale i diritti sociali.
    La questione venne posta, in seduta plenaria, l’8 maggio del 1947 dall’On.le Francesco Saverio Nitti e la risposta arrivò, sempre in seduta plenaria, il 23 maggio 1947 con l’approvazione dell’articolo aggiuntivo concordato con tutti i partiti, che sarà poi il 53 .
    Il Costituente On.le SALVATORE SCOCA illustra i 2 commi dell’articolo aggiuntivo concordato al mattino con tutti i partiti ( sarà il 53).
    1° comma ” tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva”.
    2° comma “ Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.
    Anche nel nuovo sistema tributario la persona umana venne messa al centro con la sua vita economica e sociale che è fatta di ricavi e spese. Venne deciso da tutti i partiti :
    ” prima che il cittadino debba essere chiamato a destinare una quota della sua ricchezza allo stato per soddisfare i suoi bisogni, DEVE soddisfare i bisogni suoi che la vita quotidiana richiede e quelli dei suoi famigliari. Sono questi carichi economici che caratterizzano quella capacità contributiva che l’articolo concordato mette a base dell’imposizione. Così potremo accertare redditi e capacità contributive effettive e dare progressività al sistema tributario nel suo complesso”
    Da questo semplice e comprensibilissimo precetto Costituzionale si capisce,senza possibili interpretazioni, il diritto Costituzionale, prima di concorrere alle spese pubbliche, alla deducibilità, analitica ed effettiva, delle spese primarie e sociali della persona dal reddito lordo comunque conseguito sia da capitale,da rendite di tutti i tipi da lavoro etc.etc! Sull’importo della loro differenza applicare aliquote leggermente progressive ma infinite su scaglioni di reddito il più vicino possibile!
    E’ così che diritti e doveri sociali furono messi, da Padri e Madri Costituenti, in perfetto equilibrio.
    Ma così non è stato! Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
    Un articolo di Repubblica del marzo 2013 dimostra l’efficacia dell’articolo 53 della Costituzione, una volta applicato, nell’evitare l’evasione fiscale! Anche le spese per ristrutturazioni edilizie e per l’installazione di impianti fotovoltaici sono spese che fanno parte di quella capacità contributiva decisa dai Costituenti.
    L’agenzia delle Entrate di Firenze ha fatto un controllo incrociato ed ha scoperto che gli imprenditori non avevano contabilizzato gli incassi fatturati ai loro clienti mentre loro li avevano “ scaricati” dal loro imponibili! 11 milioni di imponibile evaso! E’ la capacità contributiva lo strumento decisivo per la trasparenza fiscale e per sconfiggere il sommerso che determina la corruzione e tutti i tipi di mafia da quella organizzata a quella politica! Quindi è la capacità contributiva e la progressività del sistema tributario nel suo complesso la chiave di volta per rilanciare i consumi interni e l’occupazione ed infine a debellare il sommerso pari a 500/550 miliardi annui per un mancato gettito di 260 miliardi annui!
    ASSOCIAZIONE ARTICOLO 53 – SALVATORE SCOCA – MEUCCIO RUINI
    FIRENZE – PRESSO CIRCOLO ARCI R.ANDREONI

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