Una discriminazione inammissibile

Pensioni italiane all’estero: l’assegno, senza tasse, aumenta del 50%. Ma non per gli statali (ex Inpdap)

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

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Le pensioni Inps in Italia hanno un regime fiscale molto più gravoso che in altri paesi d’Europa, i nostri  pensionati sono continuamente tartassati, prima dal governo Monti, poi da Letta e adesso da Renzi. Inoltre il costo della vita nel nostro Paese è insostenibile e vivere all’estero da pensionati, in Paesi come Portogallo, Bulgaria o Isole Canarie, è la soluzione definitiva per sempre più ultrasessantenni in fuga.

ESTERO – La pensione italiana, per i residenti all’estero, subisce una notevole riduzione della tassazione ma si potrebbe optare, in questo senso, anche per Paesi come la Francia, la Germania o la Spagna. Sono molti i pensionati italiani che, trasferendosi all’estero, hanno recuperato il 43% del reddito ed alcuni oggi possono anche permettersi, con una pensione media, di aiutare i loro figli in Italia. Nel 2014 l’Inps pagava circa 400.000 pensioni a italiani residenti all’estero. Come risulta dall’ultimo rapporto dell’istituto

CONVENZIONI – L’Italia ha stipulato con 93 Paesi Convenzioni bilaterali: sono trattati internazionali con cui gli Stati contraenti gestiscono la propria potestà impositiva allo scopo di evitare doppie imposizioni sui redditi e sul patrimonio dei rispettivi cittadini residenti. I pensionati italiani all’estero, per poter beneficiare delle relative agevolazioni contemplate da questi trattati e nei Paesi contraenti, devono espressamente richiedere all’Inps l’applicazione delle Convenzioni per ottenere la detassazione della pensione italiana e la tassazione solo da parte del Paese in cui risiedono.

INPDAP – A differenza dei pensionati INPS, questa opportunità non vale per i pensionati ex INPDAP (ex dipendenti della Pubblica Amministrazione) emigrati all’estero, obbligati a subire una doppia tassazione (quella del Paese ospitante + le tasse versate in Italia). Insomma, uno statale, parastatale, ex militare, finanziere, ex dipendente degli Enti Locali (Comuni, Provincie, Regioni), un vigile del fuoco, poliziotto o forestale non hanno diritto alla defiscalizzazione della loro pensione se risiedono all’estero. Si tratta di una sperequazione inammissibile, che dovrebbe essere sanata direttamente dal governo, senza costringere gli eventuali interessati a fare ricorso alla Consulta.

Sesimbra (Portogallo)

Sesimbra (Portogallo)

PORTOGALLO – Ma torniamo ai pensionati trasferitisi all’estero. Uno dei paesi più gettonati dagli italiani e dagli europei in genere è senza dubbio il Portogallo, dove sono ormai circa 60 mila gli europei che hanno preso la «residenza non abituale» per potersi godere la pensione senza pagare neppure un euro di tasse.  Un italiano trasferito da qualche anno conferma: «In Italia prendevo 2250 euro al mese. Qui, senza ritenute, arrivo a 3187,44».

BOERI – Negli ultimi sei mesi, praticamente da quando il presidente dell’Inps Boeri ha fustigato i pensionati in fuga, sono state 8000 le richieste di residenza non abituale presentate da pensionati italiani  e 5653 sono già state accettate. Nel 2010 i residenti italiani erano 2533, oggi sono 6832. Non serve molto. Un contratto d‘affitto e almeno 183 giorni all’anno di vita effettiva in Portogallo. Anche l’ambasciata italiana a Lisbona conferma che quello dei pensionati italiani è un fenomeno recente, nonostante l’accordo sulla pensione risalga a 8 anni fa. Esiste solo un altro posto nell’area europea dove è possibile usufruire dello stesso trattamento pensionistico: la Bulgaria. Ma il Portogallo ha un altro fascino.

 

 

 

 

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Camillo Cipriani

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