Il primo discorso da 45° capo della Casa Bianca

Donald Trump annuncia la vittoria e abbassa i toni: «Sarò il presidente di tutti gli americani. Hillary ha lavorato bene»

di Redazione - - Cronaca, Politica, Primo piano

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Donald Trump, 45° presidente degli Stati Uniti d'America

Donald Trump, 45° presidente degli Stati Uniti d’America

NEW YORK – «Ho appena ricevuto una telefonata da Hillary Clinton. Si è congratulata con noi, ha detto noi, e io mi sono congratulato con lei e la sua famiglia per una campagna elettorale dura. Hillary ha lavorato tanto per il nostro paese e ha fatto molto per il nostro paese. Adesso dico ai repubblicani, ai democratici e agli indipendenti di unirsi. Sarò il presidente di tutti gli americani. Finita la campagna elettorale adesso inizia il vero lavoro. Amo l’America e lavorerò per voi».

Trump con il vicepresidente Mike Pence

Trump con il vicepresidente Mike Pence

Donald Trump, annunciando la sua vittoria alle elezioni, che ne fa il 45esimo presidente degli Stati Uniti, ha lasciato da parte le affermazioni tenute finora in campagna elettorale per abbracciare un atteggiamento istituzionale, conscio del suo ruolo alla guida degli Stati Uniti, nazione chiave e di riferimento per tutto il mondo.  Nella sala dell’Hilton hotel di New York i suoi sostenitori hanno scandito più volte il grido: «Usa, Usa, Usa».

E come prevedibile, il magnate giunto alla Casa Bianca ha subito assunto toni presidenziali, abbandonando la sua retorica incendiaria. «Ora è il momento di medicare le ferite. Adesso dico ai
repubblicani, ai democratici e agli indipendenti di unirsi in un popolo solo. Prometto che sarò il presidente di tutti gli americani».

Promette di servire tutto il popolo e Trump rende l’onore delle armi all’avversaria Hillary Clinton: «Hillary ha lavorato molto e duramente per molti mesi e le dobbiamo un profondo debito di gratitudine per i suoi servizi al nostro paese». Poi si lancia a spiegare la sua visione del futuro: «Lavorando insieme ricostruiremo il sogno americano. I dimenticati di questo Paese non saranno più tali. Creeremo milioni di posti di lavoro, ricostruiremo città, infrastrutture, ci occuperemo dei veterani. Abbiamo un grandioso programma economico, creeremo la più forte economia del mondo». Nessuno sogno è troppo grande, assicura: «Farò lavorare i migliori talenti della nostra nazione. Raddoppieremo la crescita e avremo l’economia più forte del mondo. Nulla di quello che vogliamo è fuori dalla nostra portata. E poi voglio dire al mondo intero che anche se metteremo sempre prima di tutto gli interessi dell’America, saremo giusti con tutti, cercheremo la partnership e non il conflitto».

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