Le discutibili decisioni di alcune autorità di sicurezza

Sicurezza ballerina: a Firenze (Leopolda) divieti, scontri e zone rosse. A Pescara corteo No Renzi sfila per il centro

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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PESCARA – Città che vai, sicurezza che trovi. Mentre in Toscana, nelle città più grandi (Firenze, Prato, Arezzo) come nei piccoli centri (Pontassieve, Laterina) si blindano alcune zone, vicine alle abitazioni di Renzi, Boschi e c, si impediscono manifestazioni anche pacifiche e si pone il divieto a quelle che si ritengono più pericolose, quando ci sono di mezzo Renzi e i suoi ministri, in altre zone d’Italia non è così. Sarà forse perché in Toscana sembra che siano stati rimossi prefetto e questore di una città perché una manifestazione di risparmiatori si era avvicinata troppo all’abitazione della famiglia di una ministra.

In Abruzzo invece ci si comporta diversamente e si lascia che la protesta si manifesti liberamente, anche con evidenza, come previsto dalla nostra Costituzione. A Pescara ha percorso pacificamente le vie del centro il controcorteo di protesta, per il No al referendum e alla politica della Regione Abruzzo, con circa cinquecento persone, in concomitanza con la giornata nel capoluogo abruzzese di Matteo Renzi. Il corteo era stato promosso dall’ex consigliere regionale dell’Abruzzo Maurizio Acerbo, che ha organizzato l’iniziativa sui social in 24 ore coadiuvato dalle associazioni ambientaliste e dal forum dell’acqua: «siamo qui per difendere l’Abruzzo da chi vuole con la modifica del titolo Quinto della costituzione consegnare il territorio ai petrolieri, e dire no alla modifica della Costituzione che ci ha garantito che, se anche vincesse le elezioni, uno come Trump non potrebbe fare quello che gli pare. Il referendum per noi è un appuntamento importantissimo, la nostra presenza qui è una festa della città. Sono molti ad applaudire il presidente del Consiglio, qui ci sono centinaia di cittadini liberi».

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Camillo Cipriani

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