La decisione del summit fiorentino

Lo stato maggiore del Pd toscano: le sentenze si possono ignorare (quando conviene al partito)

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Una notizia di ieri mi ha fatto sobbalzare. A Firenze si è riunito lo stato maggiore del Pd per decidere, presumibilmente con il via libera preventivo di Renzi, di procedere senza indugi nella realizzazione di quattro grandi opere (aeroporto, sottoattraversamento Tav, stazione Foster, rifiuti) in merito ad alcune delle quali esistono sentenze della magistratura ordinaria e amministrativa. Il motto della sinistra, per le questioni che riguardavano Berlusconi, era che le sentenze non si commentano: si rispettano e si eseguono. Sostanzialmente per via giudiziaria è stato fatto fuori il Presidente di Forza Italia, come in precedenza con lo stesso metodo erano stati spazzati via da Mani pulite tutti i partiti tranne uno (il Pci).

Alla riunione fiorentina, a Palazzo Sacrati Strozzi, sede della Giunta regionale, erano presenti il segretario regionale del Pd toscano, Dario Parrini, con il vicesegretario Antonio Mazzeo, il responsabile enti locali Stefano Bruzzesi, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, e, ovviamente, il padrone di casa, il presidente della Regione, Enrico Rossi. Dall’incontro, come abbiamo riferito, è emersa la determinazione di procedere nella realizzazione delle grandi opere suddette, col pretesto che si debbano completare rapidamente i lavori intrapresi, considerati di pubblica utilità. In parole povere, lo stato maggiore del Pd toscano è deciso a tirar dritto per la sua strada arrogandosi il diritto di superare le pronunce della magistratura e le decisioni di altri enti.

AEROPORTO – Com’è noto, per l’aeroporto di Peretola una pronuncia del Tar toscano, nel mese di agosto 2016, ha bocciato e respinto al mittente il Piano d’indirizzo territoriale regionale là dove stabilisce l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze secondo lo schema della pista parallela-convergente rispetto all’autostrada, dando ragione ai comitati della piana. Contro questa sentenza la Regione toscana, per bocca del Presidente Enrico Rossi, aveva già manifestato il proposito di ricorrere al Consiglio di Stato, anche in attesa della valutazione d’impatto ambientale nazionale, che tarda.

TAV E STAZIONE FOSTER – Per il sottoattraversamento dell’Alta velocità sono in corso indagini penali della magistratura fiorentina, mentre per la stazione Foster il sindaco Nardella aveva espresso, non più tardi di un mese fa, parere nettamente contrario. Ma adesso, per ragioni superiori, ha cambiato improvvisamente opinione.

TRASPORTO LOCALE – Il Tar ha messo in discussione la gara d’appalto bandita dalla regione, ma la soluzione è stata già individuata dagli uffici regionali che chiederanno integrazioni alle ditte partecipanti.

INCENERITORE – La sentenza del Tar toscano è recentissima e dovrà essere eseguita dagli organismi competenti. La ditta soccombente ha già espresso la volontà di presentare ricorso al Consiglio di Stato. Il presidente Rossi ha osservato che occorre studiare il modo per raggiungere l’obiettivo della realizzazione dell’impianto, rispettando ciò che il Tar ha sentenziato, ma la prima risposta deve venire dalla società oggetto della sentenza.

Si tratta evidentemente di una situazione complessa e districarsi fra norme e ricorsi è difficile. Può essere comprensibile l’impazienza degli amministratori di portare a termine progetti che da anni attendono una soluzione. Meno comprensibile, anzi sconcertante, è l’atteggiamento di un partito, il Pd, che sostanzialmente si proclama indifferente alle pronunce della magistratura, insistendo nella prosecuzione di progetti che sarebbero, a dire degli amministratori, nell’interesse dei cittadini, ma che in sostanza vanno nel solco di vecchi accordi e progetti che non si vogliono modificare. Così come le sentenze della Consulta sulle pensioni non sono state compiutamente eseguite dal governo, provocando milioni di ricorsi dei pensionati, anche altre sentenze verranno dunque stoppate per non disturbare i progetti cari al partito.

Per ora gli amministratori toscani hanno manifestato la volontà di reagire non solo sul piano politico, ma anche sul piano degli strumenti che l’ordinamento giudiziario mette a disposizione per modificare sentenze non in linea con i progetti.  Però nel tono e nelle dichiarazioni esibite da premier e ministri, da governatori, e altri amministratori si capisce che sta mano a mano prendendo piede la convinzione che nell’attuale congiuntura politica esecutivo e governi locali possano agire svincolati da ogni norma.

E’ questa una deriva inaccettabile, che dovrebbe essere bloccata in primis dagli organi di garanzia (purché dimostrino di esistere ancora, visto che sembrano sempre più titubanti o latitanti), ma soprattutto dai cittadini che, quando saranno finalmente chiamati a esprimere il voto, potranno dire la loro su un atteggiamento d’indifferenza – se non sprezzante – nei confronti dello Stato di diritto.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • Pierluigi

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    Di questo passo torneremo alle purghe staliniste di buona memoria.
    Meno male che adesso si possono fare in maniche di camicia e con una buona dose di pacche sulle spalle. (Il lato B lo lasciamo a Trump).
    L’importante è stare sereni…………….

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