In un'intervista al Corriere della Sera

Referendum, D’Alema: «Se vince il sì nasce il partito di Renzi. Lui è fuori dai valori del Pd»

di Redazione - - Cronaca, Politica

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Massimo D'Alema sarà ospite del Sum

Massimo D’Alema

ROMA – D’Alema è sicuro: in caso di vittoria del Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre, nascerebbe il PdR, ossia il partito di Renzi.  In un’intervista al Corriere della Sera, D’Alema spiega: «Tra i 2 e i 3 milioni di nostri elettori si sono silenziosamente scissi dal Pd, e il sentimento di estraneità crescerebbe. Di più non le so dire. Non ho né l’età, né la volontà di fondare altri partiti». Ma resterà iscritto al Pd?. «Sono iscritto al mio circolo anche per solidarietà e affetto verso il gruppetto ormai esiguo delle militanti che lo fanno sopravvivere. Dopo il referendum – risponde – ho intenzione di tornare ai miei studi brussellesi, quindi non mi occuperei di politica italiana. Non sono stato io a convocare il referendum e dargli la valenza di un plebiscito».

L’ex premier è convinto che «avremmo potuto esprimerci su singoli quesiti e non si sarebbe spaccato il Paese. Sarebbe bastato leggere la Carta dei Valori del Pd laddove si dice che il partito si impegna a ristabilire la supremazia della Costituzione e a difenderne la stabilità  contro i colpi di mano delle maggioranze del momento mettendo fine alla stagione delle riforme costituzionali imposte dai  governi a colpi di maggioranza”. È Renzi che si è posto fuori dai valori del Pd. Eppure votò No anche lui nel 2005 contro la  riforma Berlusconi che prevedeva abolizione del bicameralismo e riduzione dei parlamentari. Sono contro i plebisciti oggi come  ieri e voterò contro la revisione costituzionale di Renzi. La Carta non si riforma con il voto di metà del popolo italiano,  altrimenti si stabilisce un precedente e domani potremo avere la Costituzione di Beppe Grillo».

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