Striscioni di protesta davanti alla sede del Ministero

Roma, scuola: blitz di studenti al Miur, protesta contro gli scarsi investimenti per l’edilizia scolastica

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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Foto d'archivio

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ROMA – Blitz della Rete degli Studenti Medi, armati di striscioni, questa mattina, al ministero dell’Istruzione per chiedere un maggiore investimento sull’edilizia scolastica. Sono ancora troppe le scuole con notevoli problemi strutturali, in media 1 edificio scolastico su 3 non presenta il certificato di agibilità, dichiara Giammarco Manfreda coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi fino ad raggiungere picchi del 40,7% e 64,1% nel Sud e nelle Isole, inoltre più della metà delle scuole presenti in Italia è stata costruita prima del 1974 e quindi senza i dovuti certificati anti sismici.

«È fondamentale che il governo aumenti l’investimento su quei luoghi che noi viviamo tutti i giorni e che dovrebbero essere prima di tutto sicuri – continua – Mentre non solo i dati, ma anche le tante proteste spontanee nate negli ultimi giorni in diverse città italiane sono un’ulteriore testimonianza della diffusione del problema. Oggi – continua Manfreda – faremo azioni simboliche in molte città del paese per rivendicare un diritto, quello di poter studiare e apprendere in luoghi sicuri, perché crediamo che la nostra generazione abbia già altre problematiche da sopportare e da combattere. Per questo chiediamo un confronto che sia realmente utile con le istituzioni sul tema dell’edilizia scolastica, non vogliamo più assistere ad interventi relegati all’urgenza ma chiediamo investimenti strutturali per risolvere questa situazione. All’interno della legge di Bilancio 2017 – conclude – è dedicato un intero articolo alla tematica, però non viene individuato alcun criterio di distribuzione di fondi stanziati, pari a 200 milioni di euro per l’anno 2017, 300 milioni di euro per l’anno 2018, 350 milioni di euro per l’anno 2019 e 150 milioni di euro per l’anno 2020, e di conseguenza non abbiamo nessuna certezza, se non le parole d’impegno del governo, che una gran parte di questi fondi, comunque insufficienti, venga riservata agli interventi di edilizia scolastica».

 

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Camillo Cipriani

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