Le sentenze dei giudici di Pavia e di Monza

Scuola: accolti altri ricorsi di insegnanti trasferiti illegittimamente. Possono tornare nelle regioni d’origine

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Cultura, Politica

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Renzi-Giannini

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ROMA – Si susseguono le sentenze dei giudici in tutt’Italia che danno ragione ai professori spostati in base alla legge e ai concorsi della # BuonaScuola di Renzi e Giannini. E sono moltissimi i professori che, seguendo i consigli dei loro sindacati, hanno fatto o stanno facendo ricorso alla magistratura ordinaria per tutelare i propri diritti, anche in considerazione di esempi di professori che sono rimasti a insegnare a due passi da casa.

Anche due insegnanti campane, finite ad insegnare in Lombardia nonostante la richiesta più che legittima – avendo punteggio e un figlio minore – di restare in Campania o nelle regioni limitrofe, hanno reagito a quella che hanno considerato una beffa, il vedersi scavalcare da colleghi con meno punti che sono andati ad occupare quei posti «vicini» e tanto desiderati. Situazioni simili infatti per due docenti di Caserta e Napoli , che i giudici dei tribunali di Pavia e Monza, città dove le prof sono state trasferite, hanno giudicato illegittime anche per il danno alla vita familiare che ne deriverebbe, tanto da condannare il Miur a disporre il trasferimento immediato per entrambe, che ora potrebbero andare a insegnare in scuole del Molise o del Lazio, laddove si troverà una cattedra a disposizione.

I giudici nell’accogliere il ricorso d’urgenza presentato dalle insegnanti – ex precarie assunte alla fine dello scorso anno grazie alla legge 107 del 2015, la cosiddetta Riforma della #BuonaScuola, e trasferite all’inizio dell’anno in corso – hanno evidenziato con parole quasi simili come «il trasferimento di un componente della famiglia, madre di un figlio in età scolare, comporterebbe un vulnus non altrimenti riparabile alla vita coniugale e familiare».

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Camillo Cipriani

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