Straordinario spettacolo per i fans fiorentini

Firenze: i Pooh in concerto al Mandela Forum (venerdì 18 e sabato 19 novembre) prima dell’addio

di Redazione - - Cronaca, Cultura, Spettacolo

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poohFIRENZE – I Pooh celebrano il cinquantennale della loro carriera e l’addio alle scene. E lo fanno con «Reunion – L’ultima Notte Insieme», il tour dei record che venerdì 18 e sabato 19 novembre sbarca al Mandela Forum di Firenze (ore 21). La formazione, per la prima volta a cinque, allinea Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian, Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli. E la scaletta non può essere che un best: «Dammi solo un minuto», «Piccola Katy», «Tanta voglia di lei», «Chi fermerà la musica», «Pensiero» sono solo alcuni brani che scivolano uno dietro l’altro nelle oltre due ore di spettacolo. Poi ci sarà il gran finale in dicembre, a Bologna, ma Firenze rappresenta una delle tappe decisive e conclusive di una straordinaria carriera.

Tra le canzoni che ascolteremo anche «Pierre», ultimo singolo tratto dal recente album «Pooh 50 – L’ultima notte insieme»: il brano, uscito per la prima volta nel 1976, è tra i più significativi ma anche tra i più contestati dei Pooh perché tra i primi a trattare un argomento tabù per quegli anni, quello dell’omofobia, tema che lo rende attuale ancora oggi.

«Non abbiamo mai avuto problemi a incidere nuovi brani -ha spiegato Roby Facchinetti in una recente intervista – ma volevamo che il disco fosse un testamento, e un intero cd di inediti avrebbe penalizzato il 50ennale. Le quattro nuove chicche suonano come un commiato e un compendio lirico e sonoro alla storia dei Pooh mostrando contemporaneamente l’inedita alchimia a cinque componenti sentita in tour. Quanti anni ancora potremmo fare a questo livello? – ammette Facchinetti – I nostri fan non si meriterebbero una chiusura minore».   «Se fra 5 anni ci chiederanno di suonare per un grande evento benefico, se volessimo ricordare Valerio Negrini a 10 anni dalla sua morte, o se Stefano ci chiamasse per aiutarlo con un suo musical, non sarebbe un problema ritrovarsi di nuovo – chiosa Red Canzian – Ma l’importante per noi era chiudere in grande».

 

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