Finiti gli incentivi crollano i contratti duraturi

Lavoro: Cgil, nel 2016 il 75% delle assunzioni sono a termine. L’effetto perverso del Jobs Act

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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FOTO IPP/IMAGO/Bild13 LAVORO LAVORATORI INDUSTRIA NELLA FOTO UN GIOVANI LAVORATORE ALLLA CATENA DI MONTAGGIO DI UNA CASA AUTOMOBILISTICA WARNING AVAILABLE ONLY FOR ITALIAN MARKET Italy Photo Press

ROMA – La crescita dell’occupazione stabile nel 2015 è stata dopata dagli sgravi contributivi totali sulla previdenza e i dati del 2016 con il taglio degli incentivi lo dimostrano con il calo consistente delle assunzioni a tempo indeterminato e la ripresa dei contratti a termine. Lo sottolinea la Cgil con una ricerca della Fondazione di Vittorio che elabora i dati dell’Osservatorio sul precariato Inps sui primi 9 mesi dell’anno secondo i quali le assunzioni a tempo indeterminato diminuiscono del 32% mentre quelle a termine aumentano del 3,4% sullo stesso periodo del 2015.  In pratica, segnala la Cgil, il 75% delle assunzioni nell’anno, comprese quelle stagionali anche se in arretramento, ha un termine.

Nei primi nove mesi del 2016 – sottolinea la Cgil – sono state registrate 926.000 assunzioni a tempo indeterminato (-32% sullo stesso periodo 2015) mentre sono aumentate le assunzioni a termine (-3,4%, a 2,7 milioni). Le assunzioni stagionali diminuiscono del 7% a 469.000 tornando sui livelli del 2014 mentre continua a crescere in modo sostenuto la vendita dei voucher.

«Il saldo occupazionale complessivo (attivazioni/cessazioni) del tempo indeterminato (incluse le trasformazioni) – prosegue lo studio Cgil – resta attivo (+47.000) anche se drasticamente ridotto rispetto al 2015 (+519.000) e inferiore anche al dato 2014 (104.000). Il dato dimostra in maniera evidente che la crescita dello scorso anno era quasi esclusivamente legata agli incentivi 2015. Se poi si guarda il saldo tra assunzioni e cessazioni mettendolo in relazione anche ai flussi in uscita, tra i quali i pensionamenti, il vantaggio si riduce ancora. Nei primi nove mesi 2016 sono state liquidate (prendendo in esame i dati per vecchiaia, anzianità e invalidità del Fondo lavoratori dipendenti ed escludendo i superstiti) circa 97.000 pensioni, contro le 137.000 del corrispondente periodo del 2015 (-39.500).

«Con lo stesso dato di pensionamenti del 2015 – sottolinea il sindacato – il saldo occupazionale del tempo indeterminato per l’anno in corso risulterebbe positivo di solo 8.000 unità».

 

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Camillo Cipriani

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