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Meningite, cresce l’allarme in Toscana: un’utile tabella per scoprirne natura, cause, letalità, incidenza nei nostri paesi

di Redazione - - Cronaca, Primo piano, Top News

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FIRENZE –  È purtroppo notizia attuale: continuano le morti per meningite, con una vasta diffusione che non si riesce a debellare tanto che in Toscana si lamentano già molte vittime (7 nel solo 2016) nonostante la monumentale e dispendiosa campagna capillare di vaccinazioni messa in atto dalla Regione Toscana. Che probabilmente serve a limitare i danni, anche se alcune persone colpite erano state già vaccinate.

Due decessi in poche ore allungano la lista dei morti per meningite nella regione: ora sono saliti a sette in Toscana nel 2016, di cui sei per il ceppo C, mentre nel 2015 i decessi sono stati sette (sei per il ceppo C e una di ceppo B). Questi ultimi due episodi di ieri vanno differenziati. Il caso di Lilia Agata Caputo, spiega la Usl Toscana Nord ovest «non può essere messo in relazione con i casi di meningite di
tipo B o C registrati negli ultimi mesi in Toscana», perché, sostiene sempre la Usl, la patologia riscontrata non è contagiosa e non deve essere confusa con quella di origine meningococcica per la quale l’Igiene Pubblica prevede l’offerta di una profilassi antibiotica a tutti coloro che negli ultimi giorni hanno avuto contatti stretti e prolungati o in ambiente chiuso con il soggetto in questione. Non vi sono quindi per questa vicenda precauzioni da prendere in nessun ambito, spiega ancora l”Usl. Si trattava infatti di un caso di meningite
pneumococcica. L”ex insegnante è morta nel reparto di rianimazione di Livorno per complicanze tardive, imprevedibili e non prevenibili, di natura vascolare a seguito di una meningite-cerebrite pneumococcica.

Nel pomeriggio, a Firenze, invece la Usl Toscana Centro ha fatto un appello perché si sottopongano a profilassi antibiotica, su prescrizione medica, i frequentatori del locale ”Winter Suite” in lungarno Aldo Moro dove nella nottata fra il 12 ed il 13 novembre 2016 era stata la 45enne. L’appello, dice la Usl, vale solo per chi è stato nel locale quella sera. La paziente è morta ieri mattina all’ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze dov’era stata ricoverata al pronto soccorso in condizioni gravissime. Dagli accertamenti svolti dai sanitari è
stata confermata la diagnosi di sepsi da meningococco di tipo C. Di qui la necessità di una profilassi allargata a tutti coloro
che hanno avuto contatti con la 45enne.

Intanto Firenze Post ha ritenuto di svolgere utile opera d’informazione pubblicando l”interessante tabella, redatta a cura dell’Ansa, nella quale vengono indicate le cause più comuni della meningite, i sintomi, la letalità della forma batterica, l’incidenza nei paesi occidentali. Quanto alle terapie necessarie è opportuno seguire le indicazioni dei medici curanti e delle Asl.

 

 

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