L'immigrazione al centro degli interventi

Sesto Fiorentino: il ruolo del prefetto nella società (complicata) di oggi. Dibattito e commenti alla Biblioteca Ragionieri

di Redazione - - Cronaca

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SESTO FIORENTINO – Martedì 22 novembre nella sala Meucci della Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino è stato presentato il libro ‘Il Prefetto questo sconosciuto’ del nostro opinionista, prefetto Paolo Padoin, Pintore Editore, Torino. Racconta l’appassionante storia di 40 anni vissuti al servizio dello Stato e dei cittadini in molte province e regioni d’Italia. Con riferimenti anche alla realtà politica, sociale ed economica attuale. Ha presentato il giornalista Antonio Lovascio, già vicedirettore de La Nazione.

Dopo il saluto e la breve introduzione della Direttrice del complesso, Dr.ssa Sara Pollastri, che ha tracciato un breve quadro dell’opera, ha preso la parola il moderatore dell’incontro, Antonio Lovascio, che con maestria ha trasformato la presentazione del libro in un dibattito su argomenti di attualità, e sulla figura del prefetto, coinvolgendo altri due rappresentanti del Governo presenti in sala: il prefetto Alessio Giuffrida, titolare della sede di Firenze, e Carmelo Aronica, già viceprefetto a Firenze e poi Commissario dello Stato nella Regione Sicilia.

Il trio di prefetti non si è fatto pregare e ha illustrato alla platea non soltanto le principali loro funzioni, spesso sconosciute al grande pubblico, come recita il titolo del libro, ma ha offerto un quadro esauriente e preciso della situazione economica e sociale del nostro Paese.

Ha iniziato a dare fuoco alle polveri Padoin, ricordando l’attività di 40 anni di quella che lui stesso ha definito una missione svolta in sei regioni d’Italia, tra preoccupazioni, problemi di ordine e sicurezza pubblica, occupazione, emergenze da affrontare e da risolvere. Particolarmente toccante il ricordo dell’esperienza molisana, quando fu inviato a Campobasso dove il terremoto di San Giuliano di Puglia aveva troncato le vite di 26 bambini e aveva distrutto i paesi del cratere.

Il prefetto Giuffrida ha attualizzato il dibattito, ricordando che il rappresentante del governo è chiamato in particolare a tutelare la legalità dell’azione della pubblica amministrazione e a soddisfare le esigenze dei cittadini, soprattutto quando altre istituzioni pubbliche non sono in grado di farlo. Il prefetto è ricordato soprattutto come il gestore delle emergenze, di sicurezza, di protezione civile, di carattere economico e sociale. E in questo momento, ha sottolineato Giuffrida, il compito più delicato e impegnativo è quello dell’accoglienza ai migranti, per la quale la Toscana ha fornito e fornisce un mirabile esempio di ‘accoglienza diffusa’, facendo fronte al fenomeno con la collaborazione stretta fra tutte le istituzioni.

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Anche Aronica ha sottolineato questa particolarità dell’attività prefettizia, ricordando uno specifico episodio della sua esperienza fiorentina, l’immigrazione cinese nella zona di Campi Bisenzio, che allora, eravamo nel 1989, causò non pochi problemi alle autorità. Ma ha ricordato anche la grande generosità con la quale la sua terra, la Sicilia, ha saputo accogliere, e continua a farlo, le migliaia di disperati che sbarcano continuamente sulle nostre coste.

Dall’immigrazione, fatalmente, si è passati al tema dell’Unione Europea, accusata da molti, giustamente, di non essere in grado di gestire la redistribuzione dei migranti fra tutti i 28 Stati membri, lasciando Italia e Grecia sole a gestire e risolvere l’invasione dall’Africa. Padoin, che dal 1980 al 1984 è stato funzionario della Commissione Ue a Bruxelles, ha ricordato come ormai l’Europa allargata a 28 Stati sia una conquista politica, ma praticamente ingestibile dal punto di vista organizzativo e amministrativo. Tanto più che anche in passato l’esperienza ha dimostrato che in tempi di vacche grasse tutti gli Stati sono disposti a fare concessioni, mentre quando le ristrettezze attanagliano le popolazioni, come nell’era attuale, gli Stati si ripiegano in sé stessi privilegiando gli interessi nazionali in barba allo spirito europeo.

Il numeroso pubblico ha ascoltato con attenzione e interesse il dibattito e alla fine ha posto domande molto pertinenti, soprattutto in materia d’immigrazione. Per motivi di opportunità non sono stati dibattuti i temi delle riforme istituzionali, oggetto del referendum, che pure sono trattati nel libro. Al termine le conclusioni di Antonio Lovascio, e l’augurio di Sara Pollastri di poter ripetere l’interessante esperienza anche in altre biblioteche vicine, per spiegare al pubblico le funzioni di un’importante istituzione dello Stato, spesso sconosciuta ai più.

 

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