La firma dell'assessore Sara Funaro

Firenze: il cimitero delle Porte Sante sorvegliato dai Padri Olivetani di San Miniato al Monte. Convenzione con il Comune

di Redazione - - Cronaca, Cultura

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La chiesa di San Miniato al Monte, sopra Piazzale Michelangelo

La chiesa di San Miniato al Monte, sopra Piazzale Michelangelo

FIRENZE – L’hanno sempre fatto, ma ora è scritto. I servizi di sorveglianza, controllo e informazione a cittadini e visitatori all’interno del cimitero monumentale delle Porte Sante saranno effettuati dai padri olivetani dell’abbazia di San Miniato al Monte: lo prevede una convenzione, della durata di un anno ma rinnovabile, firmata dall’assessorato al Welfare, guidato da Sara Funaro, e la Congregazione benedettina olivetana che risiede nella basilica. Il cimitero monumentale è stato al centro anche dell’ultima giunta comunale che, approvando la delibera dell’assessore Funaro, ha dato il via libera ai lavori per la messa in sicurezza delle cappelle adiacenti i bastioni lungo i camminamenti della cinta muraria per una valore complessivo di 450mila euro.

Si tratta della seconda fase di messa in sicurezza: i nuovi lavori sono infatti il proseguo dell’intervento avviato presso le tre cappelle d’angolo del bastione a partire dal 2013-2014, quando sono stati realizzati interventi strutturali nella zona denominata Pian di Scò.
Riguardo alla convenzione, per l’asessore Funaro «é un altro passo verso la realizzazione dell’ampio progetto di riqualificazione, valorizzazione e incremento della sorveglianza nei nostri cimiteri, dove i cittadini hanno il diritto di sentirsi sicuri, quando sono in visita alle tombe dei propri cari defunti, e di sapere che i loculi sono sorvegliati contro i vandali. La convenzione, oltre che ai fiorentini, pensa anche ai visitatori che in numero sempre maggiore visitano le Porte Sante. L’intesa è un ulteriore tassello che va a rafforzare la collaborazione con padre Bernardo e la Congregazione benedettina olivetana, che già si danno molto da fare per il cimitero delle Porte Sante, collaborando ad esempio con le scuole di restauro cittadine per il recupero delle tombe monumentali danneggiate dal maltempo, e per promuovere il carattere solidale della città».

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