Il presidente della Commissione Ue a sorpresa interviene sul referendum

Referendum: inammissibile interferenza di Juncker a 7 giorni dal voto, spera che non vinca il No

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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JUNCKER – Dopo Obama, la Merkel, i principali quotidiani europei anche il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, compie un intervento a gamba tesa nella politica italiana e si schiera per il Si. Nonostante le liti e le incomprensioni con il premier Renzi. Afferma Juncker: «devo confessare che capisco Renzi. Ci sono state incomprensioni fra Italia e Unione europea, anche se mai personali. Sono stato io – dice – a volere la flessibilità di bilancio grazie alla quale l’Italia ha potuto spendere 19 miliardi in due anni senza conseguenze nell” interpretazione del Patto di stabilità».

Parlando del referendum del 4 dicembre, Juncker rileva che è una questione essenziale per definire l’architettura istituzionale dell’Italia nei prossimi anni. «Non voglio interferire in questo dibattito – precisa – . Ma che l’Italia debba continuare un processo di riforme è una cosa ovvia. E che Renzi aggredisca i problemi dell’architettura istituzionale mi sembra una cosa buona, quindi mi limito a dire che non vorrei vincesse il No». Una frase ipocrita per invitare gli italiani a votare Si. Ma per fortuna i nostri elettori sono vaccinati e, vista la popolarità del presidente Juncker nel nostro paese, come del resto quella di Obama e della Merkel, è quasi certo che il suo endorsement al rottamatore abbia l’effetto opposto a quello sperato.

Sulla questione migranti, il presidente della Commissione Ue definisce «scandaloso il fatto che si voltino le spalle all’Italia nel momento in cui le persone arrivano sulle sue coste. Vorrei – aggiunge – che quello che abbiamo proposto nel maggio 2015 fosse realizzato, senza che si perdano slancio e fiducia. Oggi i risultati sono ridicolmente insufficienti. Poco più di 7.500 persone sono state ricollocate su 160 mila previste in due anni, ma non si deve minacciare gli Stati recalcitranti dicendo che bisogna tagliar loro i viveri, cioè i fondi strutturali. Vanno convinti».

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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