Altra mancia prereferendaria del premier

Contratti pubblici: il governo promette 85 euro mensili di aumento. In vista del referendum

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionali alcuni decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione, il governo continua comunque i contatti con i sindacati per arrivare, prima del referendum, al rinnovo del contratto scaduto ormai da più di 7 anni. E per questo, per ammorbidire i lavoratori e assicurarsene il voto, l’esecutivo si è impegnato a promuovere la graduale introduzione anche nel settore pubblico di forme di welfare integrativo, fiscalità di vantaggio del salario legato alla produttività e a sostenere l’adesione alla previdenza complementare. Così si legge nelle prima bozza di accordo sullo sblocco della contrattazione nella P.a, presentata giovedì scorso ai sindacati, nel corso della riunione al ministero della P.a. Inoltre, si legge, «il Governo si impegna a modificare e semplificare l”attuale sistema dei fondi di contrattazione di II livello».

Nel dettaglio viene spiegato come le risorse riguardino il triennio e che nella contrattazione il criterio da seguire è quello della cosiddetta ‘piramide rovesciata, dando di più a chi ha di meno. Il Governo, confermando la vigenza contrattuale nel triennio 2016/2018, si impegna a riconoscere le attuali risorse previste nella legge di bilancio per il 2017, aggiuntive a quelle per il 2016, utilizzandone la quota prevalente per il rinnovo dei contratti. Non solo: il Governo garantisce che, con le leggi di bilancio, saranno stanziate ulteriori risorse finanziarie che consentano di definire incrementi contrattuali in linea a quelli riconosciuti mediamente ai lavoratori privati e comunque non inferiori a 85 euro mensili medi.

Ecco che, al fine di garantire una adeguata omogeneità negli aumenti che deriveranno dal rinnovo del contratto collettivo, il Governo si impegna a garantire che vi siano stanziamenti di risorse pari a quelli definiti per quanto di competenza in accordo con gli altri soggetti datoriali pubblici. Quanto alla distruzione delle risorse, sempre nella bozza si legge che nell’ambito del rinnovo della parte economica del contratto di lavoro, le parti si impegnano, nella sede dei tavoli di negoziazione, a garantire che gli incrementi contrattuali valorizzino i livelli retributivi che maggiormente hanno sofferto la crisi economica ed il blocco della contrattazione.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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