Mercoledì 11 gennaio alle 21

Firenze: al Teatro Verdi l’ORT diretta da Böer suona il concerto per violino di Schumann, solista Veronika Eberle

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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La violinista Veronika Eberle

FIRENZE – Al Teatro Verdi l’Orchestra della Toscana (ORT) riprende la stagione con un concerto davvero degno di nota: sotto la bacchetta del tedesco Roland Böer, si eseguiranno la Prima Sinfonia di Beethoven, l’Ouverture in stile italiano n.2, D.591 di Schubert e, piatto forte della serata, il Concerto per violino e orchestra opera postuma di Schumann, che non si ascolta di frequente nelle sale da concerto. Solista sarà Veronika Eberle, che Simon Rattle una decina d’anni fa, quando lei era ancora adolescente, la volle solista coi Berliner a Salisburgo.

Schumann annotò nel suo diario il 21 settembre 1853 di aver iniziato a comporre «ein Stück für Violine» (un pezzo per violino), finito il 3 ottobre. Forse aveva in mente, scrivendolo, il famoso violinista Joseph Joachim. Lo compose in un periodo di febbrile attività, cui risalgono anche la Sinfonia Renana, il Concerto in la minore per violoncello e orchestra op. 129 e i tre Phantasiestücke per pianoforte op. 111, per limitarsi ai pezzi più eseguiti in epoca moderna. Intanto rivestiva il ruolo di direttore dei concerti e della società corale di Düsseldorf, con cui però l’incomprensione fu tale che ricevette una lettera di licenziamento per il mediocre rendimento. L’intervento di amici e di alcune autorità cittadine che conoscevano il valore del musicista determinò una soluzione di compromesso: Schumann avrebbe diretto la propria musica e il sostituto Tausch tutto il resto. Una situazione umiliante che prostrò il già indebolito sistema nervoso del compositore (forse affetto da sifilide): in questo periodo si riaffacciarono depressione, apatia, amnesie, angoscia, eccessi di misticismo, spiritismo, allucinazioni auditive. Nel 1854 tentò il suicidio, fu rinchiuso nel manicomio di Endenich presso Bonn e morì in capo a due anni rischiarati da rari sprazzi di lucidità.

Senz’altro era lucido quando scrisse il Concerto per violino e orchestra in re minore. Schumann pensava che Joachim lo avrebbe suonato quanto prima in uno dei suoi recitals europei, ma il violinista lo trovò troppo languido e non lo suonò; anche dalla signora Schumann e dagli amici del compositore verrà giudicato bizzarro, irrisolto, malato, perciò indegno di essere fatto conoscere. Ottant’anni dopo Georg Schünemann, direttore della sezione musicale della biblioteca di Stato prussiana, lo ritrovò fra i manoscritti lasciati da Joachim e lo confrontò con la riduzione pianistica fatta dallo stesso Schumann, ricavandone l’edizione eseguita a Berlino il 26 novembre 1937 con il celebre Georg Kulenkampff nella parte del solista e da allora inserita nelle stagioni sinfoniche, anche se meno spesso di quanto meriterebbe. Il tema principale del secondo tempo, che viene dopo un primo tempo ardente in cui il solista riprende e sviluppa i temi proposti dall’attacco orchestrale, venne definito da Schumann Geister-Thema, cioè tema spirituale, per l’assorta poesia contemplativa che da ne promana. L’ultimo tempo è brillante, con piacevoli variazioni su un tema estroso, che vede il violino in posizione dominatrice e con accenti anche virtuosistici, secondo la tradizione dei finali per orchestra e strumenti solisti.

Roland Böer, ospite dei maggiori teatri europei e da alcuni anni Direttore Artistico e Musicale del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano fondato dal suo maestro Henze, si è apprezzato di recente, a Firenze, quale direttore mozartiano (nel «Così fan tutte» e in un concerto l’anno scorso).

In programma ci sono anche l’Ouverture in stile italiano D.951 di uno Schubert ventenne infatuatosi del teatro di Rossini e la Sinfonia n.1 di Beethoven che, presentata la prima volta in pubblico nel 1800, segna simbolicamente lo spartiacque tra la musica aristocratica d’Antico Regime e quella post Rivoluzione francese, marchiata da combattivo spirito borghese.

 

In rete si può consultare anche il programma di sala completo

Teatro Verdi (via Ghibellina 99)

Mercoledì 11 gennaio, ore 21

Orchestra della Toscana (ORT) diretta da Roland Böer, violino: Veronika Eberle

Franz Schubert, Ouverture in stile italiano n.2, D.591

Robert Schumann, Concerto per violino e orchestra opera postuma

Ludwig van Beethoven, Sinfonia n.1 op.21

Biglietti da 13 a 16 euro. www.orchestradellatoscana.it

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