Le indiscrezioni sull'orientamento dei giudici

Lavoro: oggi la consulta si pronuncia sulla legittimità dei referendum sul Jobs Act. La Cgil ha chiesto in particolare il ripristino dell’art. 18

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Primo piano

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ROMA – Dopo una vigilia arroventata dalle polemiche politiche e sindacali, oggi la Corte Costituzionale deciderà sull’ammissibilità o meno dei tre referendum sul lavoro proposti dalla Cgil. I quattordici giudici della Consulta ascolteranno in udienza a porte chiuse prima gli avvocati del comitato promotore del referendum, Vittorio Angiolini e Amos Andreoni, e successivamente l’avvocato dello Stato Vincenzo Nunziata per la Presidenza del Consiglio. Poi si riuniranno in Camera di Consiglio, e decideranno se consentire o meno il pronunciamento degli elettori sui tre quesiti in calce a cui la Cgil ha raccolto ben 3,3 milioni di firme.

Non è un segreto che ci si attende un via libera per i quesiti che riguardano l’abolizione dei voucher e la responsabilità sociale nei confronti dei lavoratori degli appalti. Molto incerto, invece, è il pronostico per il referendum dall’effetto più dirompente, quello che ripristinerebbe la «tutela reale» (ovvero l’obbligo di restituire il posto di lavoro in caso di licenziamento «senza giusta causa») per i lavoratori dipendenti delle aziende con più di cinque addetti. Abbattendo uno dei capisaldi della riforma Renzi del lavoro. E a questo proposito sono circolate le voci più disparate, che fanno però presumere una spaccatura fra i 14 giudici (manca ancora la nomina del 15° in sostituzione di Frigo). Da un lato si dice che si sia costituita una maggioranza di giudici intorno alla tesi dell’inammissibilità del quesito sull’articolo 18. Secondo questi giudici (tra questi, si dice, Giuliano Amato) il quesito referendario Cgil in realtà è manipolativo e propositivo, perché va molto oltre il ripristino della vecchia normativa (tutela reale in aziende oltre 15 dipendenti). Secondo altri magistrati, invece (tra questi, parrebbe, il giudice Silvana Sciarra, relatore della decisione) una costante giurisprudenza della Corte consente la creazione di nuove leggi attraverso il «taglia e cuci» dei quesiti. Oppure, potrebbe essere considerata ammissibile solo parte del quesito, quella che ripristina la vecchia normativa, eliminando invece quella che innova la materia.

Vedremo oggi quale sorte avrà una delle principali riforme di Renzi. Se sarà solo rettificata o se sarà smantellata.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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