Per esporre i problemi ancora aperti

Piombino: Aferpi (ex Lucchini), lettera aperta della Cgil al ministro Carlo Calenda

di Redazione - - Cronaca, Economia

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PIOMBINO –  Mirko Lami, segretario della Cgil Toscana, che segue da sempre la vicenda di Aferpi, ex Lucchini, ha scritto una lettera aperta al ministro dello sviluppo economico, per rappresentargli i problemi ancora aperti:

«Egregio Signor Ministro Carlo Calenda,
Conosciamo ed apprezziamo la sua azione alla ricerca delle soluzioni migliori sul caso Piombino ed Aferpi.
Nello specifico noi confermiamo la nostra convinzione che si debba costruire un protocollo di intesa in cui, dopo la presentazione del piano industriale, ognuno prenda impegni precisi, con scadenze altrettanto precise, nel rispetto dell’Accordo di Programma. Siamo anche sempre convinti che le istituzioni regionali e locali da sole non possano creare le condizioni a ché si torni a produrre acciaio a Piombino e che il governo debba agire nei confronti delle banche italiane e del governo algerino.
Ciò detto vengo al motivo vero di questa mia lettera aperta.
In attesa delle soluzioni il tempo che passa non è neutro. A Piombino e nell’area della costa con la fine della Naspi, non ‘ricaricabile’ come la disoccupazione come lei sa, si aprirà a breve un vero e proprio dramma sociale, dramma che è stato solo rinviato dalla proroga di tre mesi della mobilità in deroga deciso dalla Regione Toscana. Nella sola provincia di Livorno, da Aprile a Dicembre avremo circa 2000 lavoratori che si troveranno disoccupati e senza nessun sostentamento.
Non ce ne voglia se lanciamo l’ennesimo allarme. Bene che tutti si concentrino sulle reali intenzioni dell’algerino a patto che contemporaneamente si mettano in campo soluzioni per arrivare vivi al momento in cui si dovesse tornare a produrre acciaio».

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