Uno studio dell'Istituto dell'economia tedesca

Migranti: per l’Italia sono un grosso problema, la Germania invece attinge risorse

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Mentre Renzi ha lasciato in eredità il gravissimo problema dei migranti, il cui numero sempre crescente e la cui arroganza sempre più evidente causa al nostro paese problemi economici, sociali e di ordine pubblico, c’è chi sull’accoglienza riesce invece a attingere risorse per migliorare la situazione. E non parliamo di cooperative sociali o associazioni che lucrano sul business degli immigrati in Italia, ma della ricca e potente Germania, che si è scelta accuratamente  gli immigrati da accogliere sul suo territorio.

Infatti, a dispetto di quanti ancora oggi non perdonano alla cancelliera la politica delle porte aperte e continuano a scandire «Merkel deve andarsene», per la Germania l’ingresso di oltre un milione di rifugiati dal 2015 sta avendo un effetto simile a quello di un programma di stimolo congiunturale.

Se è vero che Berlino sta operando da mesi una lenta, ma evidente correzione di rotta e ha imboccato una stretta in materia di accoglienza e rimpatri, con l’effetto che l’anno scorso i richiedenti asilo sono scesi dagli 890.000 del 2015 a 280.000, è anche vero che l’economia tedesca ha tratto finora beneficio dall’arrivo dei migranti. La scorsa settimana l’Ufficio di statistica aveva già rilevato che il fattore determinante per la crescita del Pil dell’1,9% nel 2016 è stato l’aumento della spesa pubblica, il cui incremento (4,2%, il dato più alto dal 1992) è dovuto in buona parte alle uscite statali per accogliere i rifugiati.

A confermare questo trend è un nuovo studio dell’Istituto dell’economia tedesca (Iw) di Colonia. L’Iw, che è vicino ai datori di lavoro, è convinto che per effetto dei rifugiati dal 2016 al 2020 il Pil tedesco salirà di 95 miliardi di euro. Solo quest’anno la Germania crescerà dello 0,4% in più.

Un fenomeno che si spiega con due ragioni: da una parte i nuovi arrivati contribuiscono ad aumentare i consumi privati, in quanto spendono in Germania; dall’altro lo Stato tedesco ha messo mano al portafoglio per occuparsi della sistemazione e dell’integrazione dei profughi. Berlino ha infatti deciso di investire per dare non solo un tetto, ma anche una prospettiva a chi già ottenuto o ha buone chance di ottenere lo status di rifugiato.

Solo i «corsi di integrazione», che comprendono sia lezioni di lingua che nozioni sulla società, la cultura e la storia tedesca, costano 2000 euro a persona. E a necessitarne sono in molti, visto che pochissimi dei migranti arrivati negli ultimi due anni padroneggiano la lingua tedesca Gli insegnanti di questi corsi ricevono almeno 23 euro l’ora.

Poi c’è la questione delta sistemazione dei migranti, che comporta la necessità, per lo Stato, ma anche per i Länder e i Comuni (nel sistema federale tedesco le competenze in materia ricadono su varie spalle) di costruire nuovi alloggi, ma non solo. L’associazione dei Comuni stima che nei prossimi anni serviranno tra 50.000 e 60.000 nuovi posti negli asili e 300.000 nuovi posti nelle scuole.

Secondo Iqw i costi dello Stato tedesco per i migranti hanno toccato nel 2016 i 18 miliardi, una somma che salirà a 29 miliardi entro il 2020. Ciò si spiega in parte con l’aumento delle prestazioni sociali per i rifugiati che non hanno un posto di lavoro – a seguito degli arrivi il tasso di disoccupazione tedesco è destinato ad aumentare entro il 2020 dell’1,5% – in parte coi ricongiungimenti familiari.

A conti fatti la metà delle spese statali finiscono in trasferimenti sociali, l’altra metà in alloggi, sanità e investimenti per l’istruzione e la formazione. In fondo, contrariamente alle attese delle associazioni imprenditoriali, che speravano nei migranti per mitigare il cronico problema tedesco della carenza di personale altamente qualificato, solo un quinto dei profughi arrivati ha frequentato l’università, un quinto ha fatto solo le elementari o non ha alcun titolo di studio. Anche per questo la Germania punta ora a investire sul loro futuro. E sul proprio.

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Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

redazione@firenzepost.it

Commenti (1)

  • roberto

    |

    Per molti politici i migranti sono una risorsa! Certo che SI!
    Ma per chi?
    Sicuramente per gli imprenditori che li pagano 2 – 3 euro l’ora! Non certo per i lavoratori italiani che subiscono una sleale concorrenza a vantaggio esclusivo degli imprenditori/prenditori ed in violazione dell’articolo 36 della Costituzione!

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