In allegato il modello aggiornato per la diffida all'Inps

Pensioni, perequazione: facciamo chiarezza su ricorsi, diffide e prescrizione. Si possono ancora richiedere gli arretrati dal 2012

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, il Blog di Paolo Padoin, Politica

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Riteniamo utile fare il punto, a inizio 2017, sull’ormai annosa questione della rivalutazione (perequazione) delle pensioni, negata dall’Inps e dal Governo a gran parte dei pensionati,  in spregio alla sentenza della Consulta n. 70 del 2015.

Innanzitutto alcune specificazioni fondamentali:

  1. L’Inps sta inviando risposta negativa a chi già aveva chiesto la corresponsione degli arretrati sulla base delle indicazioni fornite da sindacati, avvocati e anche da Firenzepost. Tenete di conto la risposta perché costituirà l’oggetto di ricorso alla magistratura;
  2. La prescrizione che avevamo segnalato, scaduta il 31 dicembre 2012, vale solo per gli assegni ricevuti al gennaio 2012. Dunque per il restante ammontare della cifra gli interessati che non l’abbiano già fatto possono (debbono) inviare la diffida all’Inps;
  3. L’azione con richiesta di risarcimento va proposta alla Corte dei Conti competente (per gli impiegati pubblici) o alla magistratura ordinaria (per i lavoratori privati).
  4. E’ da escludere il ricorso alla magistratura amministrativa.  Infatti il Tar del Lazio ha recentemente respinto l’azione promossa in quella sede, spiegando come spetti al giudice contabile ( Corte dei Conti) o al giudice del lavoro (Tribunale ordinario) valutare la illegittimità costituzionale dell’una tantum erogata dal Governo Renzi nell’agosto del 2015 con il decreto legge n.65/2015. Tale decreto legge, come noto, ha disapplicato la decisione della Corte Costituzionale (n. 70/2015) che aveva dichiarato illegittimo il blocco della rivalutazione delle pensioni deciso a fine 2011 dall’esecutivo guidato dall’ex premier Mario Monti e dalla sua ministra Fornero.

RATEO – Interrompere la prescrizione entro il termine del 31 dicembre 2012 è servito a non vedersi prescritto nessun rateo di rivalutazione di quelli che hanno concorso a formare il cumulo di arretrati a cui si ha diritto a seguito dell’ incostituzionalità del blocco della perequazione delle pensioni citato.

DIFFIDA – Di conseguenza: chi fino ad ora non ha mai effettuato l’invio di una diffida alla sede centrale INPS può (deve) ancora inviarla ma deve essere consapevole del fatto che (essendo la prescrizione quinquennale) il rateo di rivalutazione riferito a gennaio 2012 si è prescritto e pertanto in caso di un esito vittorioso dell’azione legale successiva  l’intero cumulo di arretrati che dovranno essere liquidati sarà decurtato di tale importo. Poca cosa in confronto a ciò che è stato indebitamente trattenuto dallo Stato fino ad oggi considerando anche il potenziale effetto trascinamento.

INVIARE – Quindi chi non ha ancora inviato nessuna diffida interruttiva della prescrizione è invitato a spedrla il prima possibile tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o pec all’Inps, sede centrale di Roma, e all’Inps direzione provinciale competente. Per comodità di chi ancora non l’ha fatto ecco in allegato il modello, che abbiamo opportunamente aggiornato (fac simile).

Ripetiamo ancora una volta che inviare la diffida NON E’ RICORRERE, ma è il presupposto necessario per controbattere, in sede giudiziaria, la presumibile risposta negativa dell’Ente previdenziale. Un’azione che può essere già intentata da chi ha inviato in tempo utile una precedente diffida, rispondendo all’appello di questo giornale.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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