Le posizioni degli schieramenti sembrano allontanare le urne

Elettorale: la pronuncia della Consulta fa felice Matteo Renzi, che però non sembra voler forzare la mano

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

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ROMA – La Consulta si è pronunciata sull’Italicum, adottando una decisione che ha confortato l’ex premier Matteo Renzi, che sembra abbia esultato nel leggere il comunicato della Corte. Prendendo atto che era stato sostanzialmente confermato l’impianto dell’Italicum.

Esaminiamo il perché di questa esultanza del rottamatore. Innanzitutto la Corte ha eliminato il ballottaggio, al quale lui stesso aveva anticipato di voler rinunciare, e soprattutto ha definito la legge elettorale suscettibile di immediata applicazione. La Corte dunque ha dato, costituzionalmente e per quanto la riguarda, il via libera al voto con l’Italicum modificato in base al suo pronunciamento. E’ ben vero che il modello è valido soltanto per la Camera, mentre per l’elezione del Senato occorrerebbe far riferimento al cosiddetto  ‘Consultellum’, vale a dire il meccanismo uscito dalla sentenza numero 1 del 2014 sempre della Consulta intervenuta sul cosiddetto ‘Porcellum’.

Se si dovesse votare oggi per la Camera sostanzialmente si avrebbe un proporzionale con possibilità di premio di maggioranza per la lista che dovesse raggiungere il 40 per cento. Qualora però non venisse raggiunto questo tetto la partita finirebbe lì, in quanto non ci sarebbe più la possibilità di un secondo tempo, vale a dire un ballottaggio tra le prime due liste. Entrando più nello specifico, il territorio nazionale viene ripartito in 20 circoscrizioni elettorali, corrispondenti alle regioni, divise a loro volta in complessivi 100 collegi plurinominali, a ciascuno dei quali viene assegnato un numero di seggi compreso tra tre e nove. I seggi vengono distribuiti tra le liste che raggiungono la soglia del 3 per cento dei voti validi su base nazionale, mentre, come detto, alla lista che dovesse ottenere il 40 per cento dei voti validi sempre su base nazionale, verrebbero assegnati 340 deputati su 630. La ripartizione avviene nelle circoscrizioni in misura proporzionale al numero di voti che ciascuna lista ha ottenuto e poi nei collegi plurinominali anche in tal caso in misura proporzionale al numero di voti ottenuto da ciascuna lista.

Il giorno dopo la sentenza tanto attesa,  la situazione degli schieramenti politici vede sicuramente M5S, Lega e FdI schierati per il voto subito; a questi si affianca una buona parte dei renziani, in attesa della decisione del segretario. Forza Italia è in situazione di stallo, attende che Berlusconi torni candidabile, mentre la sinistra Dem preferirebbe una rivisitazione della legge elettorale da parte del parlamento. Posizione sulla quale si schiera anche Alfano, secondo il quale occorre armonizzare le due diverse leggi elettorali. Anche il Presidente del senato Grasso ritiene che un’intesa tra partiti sia necessaria e auspica un testo parlamentare su cui la politica si confronti. Nessun commento, ovviamente, dal presidente della repubblica.

Secondo qualche sondaggista, ad esempio Nicola Piepoli,  la sentenza dovrebbe allontanare il voto: «Questa legge incasina i partiti, li costringe a ragionare in termini maggioritari. Nessuno può vincere da solo, nemmeno Pd o M5S. Bisogna coalizzarsi, ma così i grandi partiti subirebbero i ricatti dei piccoli». Tornando così ai difetti del passato.

Come si vede la situazione è molto fluida, tutti aspettano le motivazioni della Corte Costituzionale, e nonostante le smanie di qualcuno le elezioni non sembrano poi così vicine. Anche se la Consulta ha definito l’Italicum uscito dal suo seno immediatamente applicabile.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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