Si attende la prossima mossa della CGIL

Firenze, Maggio musicale: ancora guerra fra la dirigenza del teatro e le sigle sindacali per i 28 esuberi

di Redazione - - Cronaca, Cultura

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FIRENZE – È ancora scontro fra la dirigenza del Maggio Musicale Fiorentino e i sindacati dei 28 lavoratori licenziati. Giusto ieri era intervenuto il sindaco Dario Nardella in merito alla procedura di licenziamento, dicendo: «si mettano da parte rotture e scontri: mi ero preso l’impegno di verificare con il ministero la garanzia per le riassunzioni di tutte le persone coinvolte in Ales, e questo è stato confermato ieri. Non credo che coi tempi che corrono sia possibile chiedere di più. I lavoratori non perderanno il lavoro, ma anzi avranno un”assunzione a tempo indeterminato da un ente pubblico invece del vecchio lavoro alla fondazione del Maggio, che è un ente di diritto privato».

Però le organizzazioni sindacali non sono convinte della riassunzione e hanno replicato: «Avevamo chiesto di usare strumenti quali pensionamenti, come previsto peraltro dalla legge Bray, e non opposizioni ai licenziamenti attraverso accordi transattivi individuali. Oltre a quello che era, per noi, ovvio mettere in campo abbiamo chiesto al Sovrintendente, altrettanto ovviamente, che i dirigenti facessero la propria parte attraverso misure di certificazione della riduzione dei propri compensi, come annunciato dal sovrintendente stesso nelle commissioni consiliari comunali, che si forfettizzassero i rimborsi spese della direzione, che non venissero rinnovate le consulenze in scadenza per almeno un biennio, o si risolvessero anticipatamente qualora ci fossero i presupposti di legge per poterlo fare, che si trovassero modalità differenti dalle attuali nella gestione dei molteplici contratti a termine attraverso il confronto con le OO.SS. come previsto dal CCNL, che ci fosse assicurazione rispetto a non aprire ulteriori procedure di licenziamento e che si potessero prorogare i termini della procedura in modo tale da poter attivare tavoli istituzionali paralleli che dessero garanzie circa le prospettive future della Fondazione».

L’agitazione duqnue continua, mettendo forse a rischio le ultime repliche del «Faust» (martedì 31 e venerdì 3).

Per la questione dei 28 lavoratori (la cui riassunzione in blocco a quanto pare potrebbe essere meno garantita di quanto promettano sindaco e Soprintendente), la dirigenza del Maggio ha appena diffuso alle redazioni il seguente comunicato:

«Con riferimento alla dichiarazione di una esponente sindacale apparsa oggi sulla stampa, relativa ad una presunta richiesta delle OO.SS. di riconoscere a ciascuno dei 28 lavoratori oggetto della procedura ex L. 223/1991 un “incentivo di 10 mensilità”, la Fondazione smentisce categoricamente di aver mai ricevuto una richiesta simile nell’intero arco dei  75 giorni di trattativa.

Al contrario la Fondazione sta perseguendo, di propria esclusiva iniziativa, un’azione di incentivazione a favore di coloro che non si oppongono alla ricollocazione in ALES  S.p.A. che prevede una somma una tantum di 12.000 Euro per le risorse full time e di 6000 Euro per le risorse part-time, in aggiunta alla monetizzazione del mancato preavviso.

La Fondazione rende noto che il costo del mancato accordo come previsto dalla legge, è pari a 3000 Euro per ogni lavoratore: somma che  la Fondazione avrebbe destinato ad   incrementare gli importi una tantum  di cui sopra a favore di ogni singola risorsa ricollocata».

Ora si attende la reazione dei sindacati, che diffonderanno un loro comunicato entro lunedì prossimo.

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