Lettera a Firenze Post

Inugurazione anno giudiziario, Associazione Lorenzo Guarnieri: Le vittime della strada saranno meno sole

di Redazione - - Cronaca, Politica

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FIRENZE – Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera si Stefano Guarnieri, presidente dell’Associazione Lorenzo Guarnieri, che si batte da anni per le vittime dell’omicidio stradale. Guarnieri fa un’attenta riflessione sulle parole pronunciate al procuratore generale di Firenze, Marcello Viola, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario

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Omicidio stradale

Caro direttore,

Mi ha fatto molto piacere oggi durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Firenze ascoltare le parole del Procuratore dottor Marcello Viola, che ricordavano la centralità dovuta alle vittime e ai loro familiari anche e soprattutto dal sistema giustizia.

Nella mia esperienza di familiare di vittima, a seguito dell’omicidio stradale di mio figlio Lorenzo, ma anche attraverso i racconti di tante altre vittime in tutta Italia, mi sono accorto della grande “solitudine istituzionale” della vittima. Le vittime, soprattutto quelle di reati stradali, vengono spesso ignorate, lasciate in disparte da parte degli organi di Polizia, dal sistema giustizia, dalle istituzioni in generale. E soprattutto il sistema giustizia si preoccupa di più della  garanzia per gli imputati (cosa giusta), che della vicinanza e del supporto per le vittime (cosa ancora più giusta). Durante il processo per l’omicidio stradale di mio figlio, a cui noi familiari abbiamo potuto assistere solo in quanto parti civili, all’interno del tribunale fiorentino ci siamo spesso chiesti se eravamo vittime o colpevoli, visto il trattamento che ci è stato riservato. La distanza fra noi e il sistema di giustizia diventa ancora più evidente quando, come nel nostro caso, si contrappone alla vicinanza e al conforto che ti esprime la comunità nella quale vivi.

Con l’Associazione Lorenzo Guarnieri Onlus abbiamo provato dal 2010 ad oggi a dialogare con alcune di queste istituzioni per provare a cambiare la loro mentalità, cercando di portare le vittime nel posto che meritano: al centro! E qualche passo in avanti lo abbiamo fatto. Ad esempio per la Polizia Stradale siamo stati un importante punto di partenza per ispirare il progetto “Chirone” con l’obiettivo di formare operatori della Polizia Stradale e Polizia Ferroviaria in tutta Italia preparati a una corretta gestione delle vittime. Con il Comune di Firenze il dialogo è continuo per migliorare tutte le procedure burocratiche alle quali le vittime e i familiari si devono sottoporre dopo aver subito un omicidio stradale.

Siamo certi che alcune cose cambieranno anche nei tribunali perché recentemente è stata recepita la direttiva Europea 2012/29/UE (norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato) attraverso la legge 212 del 2015 con l’obiettivo di riconoscere i diritti delle vittime dei reati e dei loro familiari garantendo un trattamento adeguato e non discriminatorio. Ovviamente le leggi di per sé non bastano a far cambiare la cultura degli operatori di giustizia ma aiutano a far sì che il percorso di cambiamento inizi.  Forse questo cambiamento a Firenze è iniziato. Per una volta, la prima in questi anni, non sono stato trattato come un rompiscatole e ho potuto sentirmi, grazie alle parole del Procuratore Generale, un “cliente” importante del sistema giustizia, al centro del sistema stesso, come è giusto che sia!

Stefano Guarnieri

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