L'accusa associazione per delinquere

Firenze: blitz contro anarcoinsurrezionalisti, 35 indagati, 2 arresti, tre misure custodia cautelare

di Paolo Padoin - - Cronaca

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FIRENZE – Sono complessivamente 35 gli indagati nell’inchiesta della procura fiorentina, condotta da polizia e carabinieri, nei confronti di esponenti dell’area anarco-insurrezionalista. Per tre il gip ha disposto gli arresti domiciliari, misura che, è stata precisato successivamente, è stata eseguita solo per due dei destinatari, un uomo e una donna. Un’altra donna, invece, è ricercata. Emesse altre 7 ordinanze dell’obbligo di dimora o di firma. A 9 degli indagati per i quali è stata adottata una misura cautelare viene contestato il reato di associazione per delinquere ai cui vertici, secondo gli investigatori, ci sarebbero stati i due arrestati e la donna ricercata.

Base operativa dell’organizzazione era l’edificio di villa panico, come era stato ribattezzato dagli stessi anarchici che lo avevano occupato abusivamente, nel parco di San Salvi. L’edificio è stato sequestrato questa mattina. All’arrivo delle forze dell’ordine, impegnate sul posto con 250 uomini, gli occupanti si erano allontanati, ma sono stati rintracciati mentre si allontanavano a bordo di camper e portati in questura per essere identificati. Ancora in corso la perquisizione dell’edificio, dove questa mattina si è reso necessario anche l’intervento degli artificieri per un involucro sospetto – un cestino per i rifiuti pieno di fiori piazzato davanti all’ingresso – poi rivelatosi innocuo. Gli investigatori non escludono azioni di protesta da parte di gruppi anarchici in risposta agli arresti: «Siamo pronti a fronteggiare reazioni – spiegano – sia questa notte che nella giornata di domani». Servizi di sorveglianza delle forze dell’ordine sono stati disposti nei luoghi della città considerati obiettivi sensibili.

Gli episodi delittuosi pianificati ed eseguiti dalla predetta associazione, ricostruiti nell’indagine dalla Procura, percorrono tutto il 2016 ed in particolare riguardano:

• 14 gennaio 2016 – irruzione sede di CasaPound di via D’Annunzio:
a seguito del grave episodio di una tentata irruzione all’allora sede di CasaPound di via D’Annunzio da parte di oltre venti individui che, per la maggior parte incappucciati e armati di mazze e bastoni utilizzati per l’offesa alle persone, lanciarono al suo interno un potente artifizio pirotecnico Red Thunder (che fortunatamente non esplose, poiché altrimenti avrebbe provocato lesioni alle persone che si trovavano all’interno del locale), sono stati identificati tra i partecipanti all’azione 4 degli odierni indagati, nei confronti dei quali si procede a vario titolo in concorso per tentate lesioni aggravate, danneggiamento, imbrattamento, porto di armi improprie, detenzione e trasporto di materiale esplodente.

• 3 febbraio 2016 – esplosione di una bomba carta davanti alla sede di CasaPound:
per aver collocato e fatto esplodere una bomba carta da qualificarsi per la concreta micidialità come ordigno esplosivo che ha provocato il danneggiamento della saracinesca della sede dell’associazione Il Bargello (CasaPound) e di un’autovettura parcheggiata dinanzi alla stessa, è indagata una persona componente del commando ripreso a porre l’ordigno e contemporaneamente a tracciare su una limitrofa parete delle scritte in solidarietà a tre militanti anarchici parmensi arrestati pochi giorni prima per un analogo attentato ad una sede di CasaPound di quella città.

• 4 febbraio 2016 – violenza e resistenza a P.U. nel corso di una manifestazione non preavvisata in P.zza Ghiberti contro la presenza di militari nelle città:
l’episodio si inserisce in una serie di iniziative volte a contestare la presenza nelle città di militari di pattuglia e già sfociate in scritte gravemente offensive o in dirette offese nei confronti dei militari in servizio di vigilanza alla vicina sede della Comunità Ebraica.
Pertanto, in relazione all’effettuazione di un’improvvisa manifestazione dello stesso tenore – priva di qualsiasi autorizzazione e verosimilmente volta ad andare a contestare direttamente i militari in servizio alla vicina Sinagoga – veniva inviato sul posto personale di Polizia per procedere all’identificazione ed all’allontanamento degli autori dell’improvvisata iniziativa. I poliziotti trovavano tuttavia viva resistenza nei manifestanti che si opponevano all’identificazione e poi, fisicamente, all’accompagnamento in Questura di alcuni di loro, innescando una colluttazione con gli agenti operanti. Per questi fatti sono state identificate dodici persone, denunciate a vario titolo per Resistenza a P.U., rifiuto di fornire le proprie generalità e manifestazione non preavvisata.

• 21 aprile 2016 – gravi incidenti con le FF.OO. in Lungarno Generale dalla Chiesa:
I fatti scaturiscono da una violenta e immotivata reazione da parte di un consistente numero di militanti anarchici nei confronti di una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri impegnata ad identificare due giovani a bordo strada in Lungarno Generale dalla Chiesa.
A seguito delle ulteriori indagini relative ai partecipanti ai gravi episodi di aggressione citati, nel corso dei quali rimasero feriti otto operatori tra Carabinieri e Poliziotti e che portarono all’arresto nell’immediatezza di 3 persone, si è proceduto all’identificazione di ulteriori 7 persone ritenute responsabili, in concorso con gli arrestati, di lesioni personali e resistenza a P.U., nonché di danneggiamento aggravato alle autovetture di polizia al fine di impedire l’identificazione e l’accompagnamento presso gli uffici di polizia di alcuni altri partecipanti all’aggressione alle forze dell’ordine.

• 25 aprile 2016 – Fatti occorsi nel quartiere di Santo Spirito:
a seguito dei fatti e degli arresti dell’episodio sopra citato, nel pomeriggio/serata del 25 aprile, dopo il regolare svolgimento della consueta manifestazione antifascista in Santo Spirito, si verificò un’autonoma ed indipendente manifestazione da parte di una cinquantina di sodali dei predetti arrestati che, radunatisi in P.zza Tasso, scorrevano per lo più travisati le vie del quartiere.
Nel corso della manifestazione si registrarono consistenti imbrattamenti sugli edifici del quartiere, con scritte contro i fascisti, gravemente offensive e minacciose nei confronti delle FF.OO. e bestemmie (PIÚ SBIRRI REFERTATI – PIÚ SBIRRI MORTI – DUE SBIRRI ANCORA TROPPO POCO – FUOCO AL CARCERE – SBIRRO BUONO SBIRRO MORTO – MILITARI MERDE – CONTRO OGNI AUTORITÀ) e su un veicolo di soccorso, nonché ulteriori gravi comportamenti di violenza privata nei confronti di alcuni abitanti del quartiere costretti a vedere imbrattate le proprie abitazioni con le citate scritte e per tale motivo aggrediti fisicamente. Tali fatti culminarono poi con l’aggressione alla proprietaria di un bar della zona in seguito al furto di diverse bottiglie di alcolici da parte di alcuni dei predetti facinorosi, sfociato in una rapina impropria nei confronti della titolare che tentava di opporvisi.
In esito alle immediate indagini sono state identificate, quali responsabili a vario titolo dei reati di rapina, violenza privata, imbrattamenti aggravati su edifici storici, danneggiamento, travisamento e manifestazione non preavvisata, oltre trenta persone.

L’indagine, come detto, si concentra su alcuni fatti particolarmente gravi di violenza politica antifascista ed antiautoritaria, che trascende ampiamente i limiti della legittima propaganda di idee e militanza politica condotta dalle organizzazioni anarchiche con incontri, manifestazioni, volantinaggi, pubblicazioni di critica anche dura nei confronti dello Stato e delle sue articolazioni. Le indagini hanno consentito di giungere alla contestazione – avallata dal Giudice – del delitto di associazione per delinquere, essendo stati individuati una serie di soggetti che all’interno del movimento politico avevano costituito uno stabile e organizzato sodalizio criminale dedito alla perpetrazione di una serie indeterminata di delitti. Fra i nove soggetti sottoposti a misura cautelare per tale delitto, due sono stati individuati come capi dell’associazione, in quanto detenevano il controllo su tutto il gruppo e avevano capacità organizzativa e di indirizzo dell’azione dello stesso.
I delitti contestati agli indagati sono risultati essere perpetrati tutt’altro che occasionalmente. Secondo quanto emerso dalle indagini, essi risultano infatti avvinti da un filo di continuità, frutto di un programma organico condotto da un’associazione appositamente costituita ed organizzata secondo precisi stilemi:
– la condivisione di basi logistiche nei centri occupati tra cui principalmente Villa Panico nel parco di San Salvi che, per tali motivi, è da stamane oggetto di esecuzione di sequestro preventivo;
– la gestione da parte dei leader del gruppo di una cassa comune per il finanziamento delle azioni e delle spese legali conseguenti e di una biblioteca comune come luogo di incontro;
– la rivendicazione di ciascun atto con scritte murarie che rappresentano la firma del gruppo;
– il coinvolgimento dei responsabili dell’associazione per delinquere in ogni azione delittuosa emerso anche nel corso delle intercettazioni telefoniche che hanno consentito di rendere visibile la concreta struttura dell’organizzazione: i gregari facevano riferimento e tenevano costantemente aggiornati i responsabili del gruppo da cui ricevevano precise indicazioni sulle iniziative da organizzare;
– il ricorso sistematico all’uso della violenza e dell’intimidazione del gruppo per commettere i fatti di reato sopra descritti, non solo contro le FF.OO. – che rappresentano un obbiettivo preciso della lotta politica anarchica – ma anche contro ignari cittadini costretti a subire varie forme di violenza.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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