Il messaggio del segretario Pd a La7

Vitalizi: Renzi vuole abolirli anticipando le elezioni. Bagarre fra i politici, lo stop di Napolitano

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

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ROMA – Matteo Renzi, con un messaggio sms al programma DiMartedì su La7, ha nuovamente precisato la sua posizione sulle elezioni. «Per me votare nel 2017 o nel 2018 è lo stesso, l’unica cosa da evitare è che scattino i vitalizi, perché sarebbe ingiusto per i cittadini e sarebbe assurdo». Dicendo due mezze verità o due mezze bugie. E’ nota ormai la sua intenzione di votare a giugno, mentre la questione dei vitalizi da conquistare non interessa la totalità dei parlamentari. Ma la sua sortita è valsa a rilanciare la mai sopita polemica su questa attribuzione dei parlamentari che da molti è considerato un privilegio. Si uniscono a lui M5S e Lega Nord, che spingono per elezioni al più presto, ma voci contrastanti e contrarie vengono dal suo stesso partito.

ASCANI – Su Facebook la deputata Anna Ascani (Pd) critica la linea di Renzi a questo proposito, dichiarando in modo duro e anche un po’ volgare: «Cancelliamo tutto domani (lo deve fare l’ufficio di presidenza, lo faccia), ma liberiamo il dibattito pubblico da questa stronzata. La politica non può essere questo. La politica non è questo. Su questo campo qui vince Grillo. Anzi no, se ci abbassiamo a giocare su questo campo qui Grillo ha già vinto». Sicuramente tutti i mass media puntano su queste dichiarazioni ad effetto, ma a mio avviso sono molto più importanti le frasi successive della deputata dem, che smascherano la posizione strumentale del suo segretario. Dice infatti l’onorevole piddina: «io non ho e non avrò mai alcun vitalizio. I vitalizi dei parlamentari sono stati giustamente cancellati nel 2011. Alcuni miei colleghi hanno già maturato la pensione: sono quelli a cui è scattata prima del 2012. Nessuno  di loro è quindi preoccupato di arrivare a Settembre. Ce l’hanno lo stesso. Poi ci siamo noi, di prima legislatura. Quando sono entrata in Parlamento a 25 anni alcuni funzionari molto gentili mi hanno spiegato che avremmo versato ogni mese dei contributi che si sarebbero trasformati in una pensione di circa 500 euro netti (da prendere raggiunta l’età pensionabile, 65 anni) solo se avessimo raggiunto 4 anni 6 mesi e 1 giorno di legislatura». Sostenendo con ciò che la motivazione addotta dal suo segretario per andare al voto prima di settembre era completamente strampalata.

BRUNETTA – Sulla stessa linea anche Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:« il popolo italiano ha diritto di ritornare alle urne, possibilmente con una legge elettorale adeguata, per scegliere finalmente da chi essere governato, dopo quattro esecutivi non eletti dai cittadini, e non certo per la ridicola questione demagogica dei vitalizi, di cui parla strumentalmente Renzi. Se il Partito democratico volesse davvero cambiare i vitalizi non servirebbe neanche una legge, basterebbe una semplice delibera degli Uffici di Presidenza di Camera e Senato, dove i dem hanno una maggioranza schiacciante. Sfido Renzi. Dica ai propri capigruppo Rosato e Zanda di cancellare i vitalizi, domani stesso, negli Uffici di Presidenza di Montecitorio e di Palazzo Madama. Se non lo fa vuol dire che cerca pretesti».

RICHETTI – Matteo Richetti (Pd), tornato da poco nelle grazie di Renzi, ricorda che esiste un suo progetto di legge in proposito, che potrebbe essere approvato in breve tempo per eliminare i vitalizi. Lo scrive su twitter: «#Renzi lo spiega perfettamente: il #vitalizio non esiste più. È un privilegio del passato: portiamo in aula mia pdl».

NAPOLITANO – Quanto all’anticipo delle elezioni uno stop deciso viene dal presidente emerito della repubblica Giorgio Napolitano, che come noto sembra avere un’idiosincrasia per il ricorso al popolo. Il vecchio Re Giorgio ha affermato: «Nei paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale e a noi manca ancora un anno. In Italia c’è stato un abuso del ricorso alle elezioni anticipate. Bisognerebbe andare a votare o alla scadenza naturale della legislatura o quando mancano le condizioni per continuare ad andare avanti. Per togliere le fiducia ad un governo deve accadere qualcosa. Non si fa certo per il calcolo tattico di qualcuno…». Più chiaro di così!

Dunque l’ennesima uscita populista di Renzi non trova seguito nemmeno nel suo partito, che appare sempre più diviso sotto la sua guida. Dovrà escogitare un’altra scusa migliore per arrivare a elezioni anticipate ed evitare quel Congresso chiesto da molti per discutere la linea del Pd prima di andare a elezioni. La strada per il rottamatore sembra più in salita di quella del Convento di Monte Senario (1000 m. di altezza), nei pressi di Firenze, dove Renzi aveva promesso di recarsi con Vespa se avesse perso la scommessa del pagamento dei debiti della pa verso le imprese prima di San Matteo 2014. Un altro degli annunci non mantenuti, ma ormai ci siamo abituati.

 

 

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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