Il fatto davanti allo Stadio di Catania

Calcio, ultrà: Silp, sindacato polizia. A dieci anni dall’uccisione di Raciti niente è cambiato

di Redazione - - Cronaca, Economia, Sport

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ROMA – Sono passati dieci anni da quella tragica sera quando l’ispettore di polizia Filippo Raciti morì per un colpo ricevuto a seguito degli scontri con i tifosi del catania davanti allo stadio etneo. Per l’omicidio sono stati condannati due ultrà. Daniele Tissone, segretario del sindacato di polizia Silp Cgil afferma: «a 10 anni dalla tragica scomparsa del nostro collega Filippo Raciti, il dolore si rinnova perché non si può e non si deve morire per una partita di calcio. In questi anni, purtroppo, poco o nulla è cambiato, in particolar modo per le migliaia di operatori dei reparti mobili della polizia, senza contare il grande impegno degli altri uffici, che ogni settimana garantiscono la sicurezza delle manifestazioni
sportive. Soprattutto nel mondo del calcio – osserva Tissone – molte società sportive continuano a mantenere rapporti ambigui con le frange più estreme del tifo e tanti, troppi pseudo tifosi frequentano gli stadi con l’unico obiettivo di creare disordini. Serve una vera cultura sportiva come una nuova cultura dell’ordine pubblico, serve soprattutto una responsabilizzazione totale delle società calcistiche che devono senza indugi ammodernare gli impianti sportivi per rendere gli stessi più sicuri.
Non uccidiamo Raciti un”altra volta – conclude il segretario del Silp Cgil – e questo triste anniversario sia l’occasione di una reale ed attenta riflessione anche per la classe politica.
Il nostro abbraccio più affettuoso alla vedova Marisa Grasso».

Concordiamo in pieno con le richieste e le riflessioni del sindacalista, purtroppo in questo ambito prevale il costume renziano, molte chiacchiere, molti annunci e pochi fatti concreti.

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