Fra previsione e tradizione

Meteo: la Candelora indica la fine dell’inverno. Ma la marmotta Phil prevede che sarà ancora lungo

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Cultura, Economia

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Ponte del 1° maggio all'insegna del tempo variabileFIRENZE – L’inverno, in teoria, potrebbe essere finito. Oggi, 2 febbraio, per i cattolici è la festa della Candelora che prevede la benedizione delle candele. Legato al due febbraio, giorno che segna secondo alcune credenze il passaggio dall’inverno alla primavera (si trova a metà tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera) c’è il proverbio che dice: «Se nevica o se piova dall’inverno siamo fora; se c’è sole o solicello siamo a mezzo dell’inverno». Visto il tempo di oggi, si potrebbe pensare alla previsione ottimistica, ossia alla fine dell’inverno. Ma le variabili, anche nei proverbi e soprattutto per quanto riguarda il tempo, sono molte.

Negli Stati Uniti, per esempio, dicono che la primavera può attendere. La marmotta Phil ha infatti emesso il suo verdetto: ci aspettano ancora sei settimane d’inverno. Da Punxsutawney, in Pennsylvania, è andato in scena – come ogni due febbraio – il giorno della Marmotta: una vera e propria festa che inizia a notte fonda, ormai meta di turisti negli Stati Uniti, e che alle prime luci dell’alba culmina con la previsione di Phil. La marmotta meteorologa più famosa del mondo predice l’arrivo precoce o meno della primavera secondo una tradizione che va avanti dal 1887. Si pensa che Phil sia in grado di fare previsioni meteorologiche semplicemente guardando al di là del suo naso: uscita dalla sua tana (un tronco cavo ben custodito durante tutto l’anno, dove riposa per gran parte del tempo) fa capire se ha visto o meno la sua ombra. Se la vede, ed è questo il caso di quest’anno, ci attende un inverno ancora lungo (sei settimane circa), se non la vede la primavera è alle porte.

La tradizione di seguire la marmotta che per tutti si chiama Punxsutawney Phil è stata resa celebre in tutto il mondo dal film «Ricomincio da capo» (Groundhog Day) del 1993, in cui il protagonista interpretato da Bill Murray (un giornalista televisivo che guarda caso si chiama Phil e si trovava lì per raccontare le imprese dell’animale meteorologo) rivive sempre lo stesso giorno; un due febbraio ripetuto all’infinito che ha come refrain quotidiano, oltre a ripercorrere la stessa giornata, anche la sveglia puntata sulle 6,00 di mattina che suona regolare all’annuncio della radio: «In piedi campeggiatori, camperisti e campanari».

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