Il plauso dell'Europa

Immigrazione: testo ufficiale dell’accordo Italo – Libico (foto e video). Gli impegni dell’Italia

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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ROMA – Dopo aver segnalato il consenso dei paesi Ue all’accordo sull’immigrazione firmato fra Gentiloni e Serraj, riteniamo opportuno, per contezza dei lettori, pubblicarne in allegato il testo ufficiale , tratto dal sito della Presidenza del Consiglio dei ministri, e sottolinearne qualche punto saliente.

 

Come del resto aveva annunciato il nostro ministro dell’Interno, Marco Minniti in occasione della sua recente visita in Libia, risulterà fondamentale la predisposizione dei campi di accoglienza temporanei in Libia, sotto l’esclusivo controllo del Ministero dell’Interno libico, in attesa del rimpatrio o del rientro volontario nei paesi di origine. Italia e Libia lavoreranno al tempo stesso affinché i paesi di origine accettino i propri cittadini ovvero sottoscrivendo con questi paesi accordi in merito.

Altrettanto importanti due impegni del nostro paese. L’Italia innanzitutto si impegna a fornire supporto tecnico e tecnologico agli organismi libici incaricati della lotta contro l’immigrazione clandestina, e che sono rappresentati dalla guardia di frontiera e dalla guardia costiera del Ministero della Difesa, e dagli organi e dipartimenti competenti presso il Ministero dell’Interno. Inoltre fornisce sostegno e finanziamento a programmi di crescita nelle regioni colpite dal fenomeno dell’immigrazione illegale, in settori diversi, quali le energie rinnovabili, le infrastrutture, la sanità, i trasporti, lo sviluppo delle risorse umane, l’insegnamento, la formazione del personale e la ricerca scientifica.

L’accordo ha validità triennale e potrà essere rinnovato alla scadenza. Ribadiamo quanto abbiamo detto in precedenza. Quello che è stato fatto adesso poteva essere realizzato anche dai tre governi precedenti (Monti, Letta, Renzi) che invece hanno pensato soprattutto alla smodata e irrefrenabile accoglienza e assistenza, spronate a questo dalle varie associazioni benefiche interessate (anche per rimpinguare le loro tasche) all’assistenza. Evitando così tutte quelle tensioni e quelle rivolte popolari che si sono riscontrate in questo periodo nel nostro paese. Speriamo che, passato il necessario periodo di rodaggio, le cose comincino a funzionare.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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