Inserire il principio nella dichiarazione di Roma

UE: Merkel auspica l’Europa a più velocità, alcuni paesi possono restare indietro

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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BERLINO – La cancelliera tedesca Angela Merkel crede che l’Europa possa avere un futuro a diverse velocità e che questo concetto potrebbe essere formalizzato nella Dichiarazione per il 60esimo anniversario dei Trattati di Roma, che verrà adottata nella capitale italiana a marzo. Lo riferisce la Frankfurter Allgemeine. Merkel, Ue puo’ avere un futuro a più velocità. «Abbiamo imparato dalla storia degli ultimi anni che ci potrebbe essere un’Unione Europea con differenti velocità e che non tutti parteciperebbero ogni volta ai tutti i passaggi dell’integrazione», ha detto la cancelliera dopo il Consiglio europeo informale di Malta, aggiungendo: «Penso che questo potrebbe essere inserito nella Dichiarazione di Roma».

Per consentire a quei Paesi che lo vogliono di procedere più velocemente verso una maggiore integrazione in settori chiave come l’euro, la difesa, i diritti sociali, ma anche su migranti, mercato unico e giustizia. A guardare avanti sono innanzi tutto i sei Paesi fondatori della Cee, Germania, Francia, Benelux e Italia, che avrà il ruolo chiave di portare a compimento la riflessione sul futuro dell’Ue, iniziata col vertice di Bratislava, in occasione delle celebrazioni dei Trattati di Roma.

Dopo l’addio della Gran Bretagna, i capofila di chi vuole meno Europa (in aree come la solidarietà e più cooperazione solo per la difesa) sono i Paesi dell’Est, in particolare i quattro di Visegrad guidati da Polonia e Ungheria.

Sullo sfondo delle parole della Merkel a Malta, vi è una campagna elettorale tedesca che si gioca anche sullo spauracchio di una Grexit, un’uscita della Grecia dall’euro, che potrebbe avvenire agli inizi della prossima estate. La Grosse Koalition della Cancelliera litiga apertamente, con un attacco di Sigmar Gabriel al ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, sferrato nei giorni scorsi, un attimo prima di lasciare il ministero dell’Economia per quello degli Esteri.

Gabriel ha scritto alla cancelliera una lettera – secondo quanto ha rivelato oggi l’Handeslblatt – per lamentarsi, in sostanza, dell’ostinazione con cui il collega-falco perseguirebbe obiettivi irrealistici, rischiando di provocare una nuova crisi, che potrebbe ricordare quella traumatica vissuta nel giugno 2015. Uno dei punti di disaccordo è la pretesa di Schaeuble che Atene mantenga un surplus di bilancio del 3,5%, per i prossimi 10 anni. Un obiettivo ritenuto non realistico dal Fmi e Gabriel chiede ora alla cancelliera di far limitare la richiesta a tre anni. Schaeuble ha replicato alle accuse parlando nel Saarbruecken: «Se la Grecia continua a non fare quello che deve, alla lunga non va. Se Tsipras mantenesse il 60% di quello che ha sottoscritto, la Grecia avrebbe uno sviluppo positivo. Io sono molto generoso», ha anche risposto piccato, secondo quanto riportano media tedeschi. «Siamo stati generosi e lo saremo di nuovo, ma il problema resta la competitività di Atene».

I colpi dei socialdemocratici su questo fronte non sembrano destinati a diminuire: con la discesa in campo di Martin Schulz, più che premiato dai sondaggi, sulle politiche europee e su Atene in particolare l’SPD ha chiaramente cambiato marcia. Non dimentichiamo però che ora il bersaglio dei tedeschi è la Grecia, ma il prossimo potrebbe essere proprio l’Italia.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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