L'alternativa a Renzi

Pd: a Firenze si tenta l’unità della sinistra dem. Riunione l’11 e 12 febbraio

di Redazione - - Cronaca, Politica

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FIRENZE – Sabato 11 e domenica 12 febbraio si svolgerà  l’iniziativa «Può nascere un fiore. Di nuovo, la Sinistra», organizzata da un gruppo di parlamentari, consiglieri regionali, amministratori e militanti del Partito Democratico, che fanno riferimento soprattutto alle minoranze interne ai dem.
Una due giorni di dibattito e confronto, alla Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia, nata con l’obiettivo – si legge in una nota – di delineare un nuovo progetto per il Paese e un nuovo impianto di politica economica e sociale, e di farlo aprendosi al confronto con una pluralità di voci della sinistra, dentro e fuori dal Pd. Dopo la partenza di Milano, nella quale si è analizzato e discusso sul voto del referendum costituzionale e sulle conseguenze e le indicazioni che dobbiamo trarre dal suo esito, l’iniziativa di Firenze sarà incentrata sul tema di come costruire un’altra economia, un nuovo modello per il lavoro.

La giornata di sabato prossimo, suddivisa in quattro sessioni, affronterà i temi dell’economia digitale, della finanza etica, delle disuguaglianze e della dignità del lavoro, con interventi di esponenti politici, sindacalisti, esperti del settore e docenti universitari.
Mentre la mattinata di domenica vedrà salire sul palco, insieme ai principali esponenti della sinistra Pd toscana, le personalità più in vista del dibattito che sta attraversando il Pd e la sinistra. Tra questi, sono attesi anche gli interventi di Michele Emiliano, Enrico Rossi e Roberto Speranza.
«Un’iniziativa che può apparire anomala, in questa fase in cui tutti sembrano voler correre da qualche parte, verso il congresso, verso le primarie, verso le elezioni anticipate, ci sembra quanto mai necessario creare un momento di riflessione, per iniziare a scrivere un progetto più ambizioso, una proposta politica forte, che ha bisogno di ritrovare un insieme di valori condivisi – dichiarano gli organizzatori – Insomma, giocatori in campo ce ne sono già, quello che serve è definire il nostro campo d’azione, quello sul quale giocare e, sapendo che c’è molto da correggere rispetto alle scelte fatte in questi anni, mettere in campo le nostre proposte e le nostre battaglie».

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