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Italicum: ecco le motivazioni della Consulta, maggioranze omogenee, soglia e ballottaggio

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Top News

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ROMA – Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza della Corte costituzionale sull’Italicum, motivazioni molto estese e articolate che occupano 99 pagine.

Ecco i passi fondamentali:
MAGGIORANZE OMOGENEE – «La legge elettorale deve garantire maggioranze omogenee tra Camera e Senato. La Corte Costituzionale «non può esimersi dal sottolineare che l’esito del referendum ex art. 138 Cost. del 4 dicembre 2016 ha confermato un assetto costituzionale basato sulla parità di posizione e funzioni delle due Camere elettive». In tale contesto, prosegue la Consulta, la Costituzione, «se non impone al legislatore di introdurre, per i due rami del Parlamento, sistemi elettorali identici, tuttavia esige che, al fine di non compromettere il corretto funzionamento della forma di governo parlamentare, i sistemi adottati, pur se differenti, non devono ostacolare, all’esito delle elezioni, la formazione di maggioranze parlamentari omogenee».

SOGLIA 40% – La soglia del 40% per l’attribuzione del premio di maggioranza «alla luce della ricordata discrezionalità legislativa in materia» «non appare in sé manifestamente irragionevole, poiché volta a bilanciare i principi costituzionali della necessaria rappresentatività» «con gli obbiettivi, pure di rilievo costituzionale, della stabilità del governo del Paese e della rapidità del processo decisionale».

BALLOTTAGGIO – «Le modalità di attribuzione del premio attraverso il turno di ballottaggio determinano una lesione» perché per come è congegnato l’Italicum «il premio attribuito al secondo turno resta un premio di maggioranza e non diventa un premio di governabilità». Per questo tale premio deve essere vincolato all’esigenza costituzionale «di non comprimere eccessivamente il carattere rappresentativo dell’assemblea elettiva e l’eguaglianza del voto».

La Corte osserva che il rispetto dei principi costituzionali «non è garantito dalle disposizioni censurate» perchè «una lista può accedere al turno di ballottaggio anche avendo conseguito, al primo turno, un consenso esiguo, e ciononostante ottenere il premio, vedendo più che raddoppiati i seggi che avrebbe conseguito sulla base dei voti ottenuti al primo turno. Le disposizioni censurate riproducono così, seppure al turno di ballottaggio, un effetto distorsivo analogo a quello che questa Corte aveva individuato, nella sentenza n. 1 del 2014, in relazione alla legislazione elettorale previgente», cioè sul Porcellum.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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