Alcuni numeri debbono far riflettere

Immigrazione: i numeri e i (pochi) aspetti positivi di un fenomeno in evoluzione

di Ezzelino da Montepulico - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Barcone di migranti

Su Firenze Post ho più volte segnalato l’esagerata accoglienza che negli ultimi due anni, con la gestione Renzi – Alfano, è stata consentita in favore di ogni tipo di migrante, non solo quelli aventi diritto alla protezione internazionale, ma anche alla totalità di quelli che si definiscono normalmente migranti economici. Alcuni di costoro fatalmente finiscono nel circuito della delinquenza e agli onori delle cronache per spiacevoli fatti soprattutto in tema di spaccio di sostanze stupefacenti e reati contro le persone o il patrimonio.

Ma c’è anche un’altra faccia della medaglia, quella degli immigrati che si sono inseriti meritoriamente nel nostro paese, lavorano, hanno alloggi dignitosi, fanno studiare i loro figli nelle nostre scuole, contribuiscono in tal modo al progresso economico e sociale di un paese che, come tutti i principali paesi europei sta invecchiando e ha bisogno di linfa nuova.
Questo fattore è sottolineato soprattutto da sociologi e dai demografi, che analizzano il futuro prossimo del vecchio continente e dell’Italia. A tal proposito particolarmente importante risulta il quadro dettagliato fornito dal Rapporto sulla popolazione. Le molte facce della presenza straniera in Italia, elaborato dall’Associazione Italiana per gli Studi di popolazione (editore il Mulino), che viene presentato a Firenze nel corso del convegno dei Demografi italiani.
Il volume dimostra quanto l’immigrazione sia diventata parte imprescindibile delle dinamiche demografiche, sociali ed economiche. Senza la presenza straniera, tanto per citare alcuni dati, l’Italia che già fa fatica a crescere e presenta forti squilibri demografici, si troverebbe privata di un 8,8% di Pil e di un 14,8% di nascite. Il rapporto tra popolazione anziana inattiva e popolazione lavorativa sarebbe ancora meno sostenibile. Molti settori si troverebbero in difficoltà a trovare manodopera (il 35,9% degli stranieri si adatta a svolgere attività non qualificate rispetto all’8,1% degli italiani). Importante risulta ormai anche il contributo all’imprenditoria di chi viene dall’estero che presenta un’incidenza vicina al 9%.

Gli stranieri residenti in Italia sono 5.026.153 cioè l’8,3% sul totale della popolazione. Su 100 nozze celebrate in Italia, il 12,5% ha almeno uno sposo di nazionalità straniera. Su 1000 stranieri nel 2015 sono 355 quelli che hanno acquisito la cittadinanza italiana, mentre gli immigrati forniscono un apporto dell 8,8% al nostro Pil, e supera il 15% in agricoltura e costruzioni. Molto rilevante è il contributo positivo per le nascite, nel 2015sono nati 72.000 stranieri, il 14,8% del totale. Gli occupati risultano 2,4 milioni, il 10,5 del totale, e l’8,7% delle imprese hanno un titolare nato all’estero. Infine anche nelle scuole il numero di alunni stranieri è sempre crescente, sono arrivati a 800.000, il 9% del totale.
Sono numeri che debbono farci riflettere e debbono far riflettere soprattutto le nostre istituzioni centrali e locali. A loro spetta il difficile compito di armonizzare queste presenze sul territorio nazionale e di preparare i nostri cittadini a far fronte a una realtà che ha aspetti sicuramente negativi, da superare e combattere, ma che deve essere considerata anche per quanto di positivo può fornire alla nostra società.

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