In vista delle prossime elezioni

Germania, migranti: Angela Merkel si converte al pugno duro, al via i rimpatri di massa

di Ezzelino da Montepulico - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Angela Merkel sta cambiando strategia nei confronti di migranti e profughi, la Germania non deve essere poi troppo accogliente, pena un calo vertiginoso dei consensi elettorali. Proprio in previsione delle prossime elezioni, che negli ultimi tempi vedono una rimonta nei sondaggi del suo competitor, l’ex Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, la cancelliera cerca di dare una sterzata alla politica di porte aperte ai rifugiati . Via subito dunque a un piano di rimpatri di richiedenti asilo, dopo che nel 2016 già 80 mila migranti erano tornati nel Paese di origine, rispetto a 280 mila arrivi. La Merkel vuole correre ai ripari prima che sia troppo tardi, e per questo ha sottoscritto un accordo con i 16 Stati della federazione per avocare a sé parte delle competenze sui rimpatri, che in larga parte spettano ai singoli Lander, a cominciare dalla valutazione delle richieste.

GOVERNATORI – La Bundeskanzlerin ha incontrato giovedì a Berlino i governatori dei Lander, che hanno sottoscritto un accordo per rendere più rapido il rinvio in patria dei migranti la cui richiesta di asilo è stata respinta. Tra i punti dell’intesa la creazione di una cabina di regia a Berlino che includerà un rappresentante di ogni Stato e l’istituzione di centri di raccolta presso gli aeroporti che faciliteranno i rimpatri.

RIMPATRI – Sarà poi più semplice rispedire al mittente gli immigrati che sono stati riconosciuti come una minaccia, anche alla luce di una recente sentenza della Corte Europea di Giustizia. E verranno aumentati gli incentivi economici per i rimpatri volontari, che hanno dimostrato di funzionare bene: degli 80 mila richiedenti asilo che l’anno scorso sono tornati nel Paese di origine, ben 54 mila lo hanno fatto dopo aver incassato l’assegno da 1.200 euro previsto dal programma Starthilfe Plus.

MERKEL – «Stiamo ponendo fortemente l’accento sui rimpatri volontari, ha sottolineato Angela Merkel, sappiamo bene, ad ogni modo, che nessuno tornerebbe sua sponte nel Paese natale se non fosse in campo anche un programma di rimpatri forzati. Ridurre il numero di richiedenti asilo, aggiunge il cancelliere, consentirà inoltre di aiutare i più vulnerabili».

SCHULZ – Ma il suo antagonista, Martin Schulz, ha giudicato eccessivo l’improvviso pugno duro di Angela Merkel, criticando in particolare i rimpatri verso l’Afghanistan, che non può essere considerato un Paese sicuro. Da metà dicembre i cittadini afgani, le cui richieste di asilo sono state respinte, sono 12 mila e alcuni Lander a guida socialista, come la Renania-Palatinato e la Bassa Sassonia, hanno sospeso l’esecuzione dei rimpatri.

Ma in questa lunga campagna elettorale tedesca – così come in quella concomitante in Francia – credo che ne vedremo delle belle, soprattutto in tema d’immigrazione. E probabilmente a rimetterci saranno i paesi come Italia e Grecia, che già sopportano il massimo peso dell’invasione.

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