Si trattava normalmente di cifre modeste

Pensioni, indicizzazione: slitta al 2018 la restituzione delle maggiori cifre erogate nel 2015 dall’Inps

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

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ROMA – Il Governo congela la restituzione dello 0,1% della maggiore indicizzazione concessa nel 2015 prevista da parte dell’Inps a partire dal prossimo mese di Aprile. Lo prevede un emendamento depositato dall’esecutivo durante l’esame della legge di conversione del decreto legge milleproroghe in Commissione Affari Costituzionali al Senato. L’emendamento, che dovrebbe sbarcare in Aula il 14 Febbraio per l’approvazione definitiva (in prima lettura), in sostanza sposta le operazioni di conguaglio in questione al prossimo anno quando, si spera, ci sarà un recupero seppur minimo dell’inflazione in grado di compensare il prelievo sugli assegni. L’onere è valutato pari a 208 milioni di euro per l’anno 2017.

Come si ricorderà l’articolo 1, co. 288 della legge 208/2015 aveva stabilito il rinvio di un anno del conguaglio negativo che si sarebbe dovuto applicare sulla pensione lo scorso 1° gennaio 2016. Infatti per il 2014 è stato adottato un indice di rivalutazione provvisorio dello 0,3%, mentre quello definitivo è risultato dello 0,2 per cento. Di conseguenza il 1° gennaio 2016 sarebbe dovuto scattare il recupero pari a 0,1 punti percentuali moltiplicato per le tredici mensilità erogate nel corso del 2015. Si tratta di importi contenuti: tra 16 e 20 euro per chi incassa pensioni lorde mensili che oscillano tra 1.400 e 3.000 euro. Plaude all’iniziativa del Governo Cesare Damiano, Presidente della commissione Lavoro alla Camera. Pur trattandosi di importi modesti – ha affermato – la loro decurtazione avrà un effetto penalizzante agli occhi dei pensionati in un momento di inflazione zero e di assenza di rivalutazione degli assegni previdenziali.  Soddisfazione anche dalla Cgil che aveva sollecitato la misura. L’Inps aveva già comunicato che il recupero del differenziale negativo, relativamente ai ratei corrisposti nel 2015, sarebbe avvenuto in massimo 4 ratedalla mensilità di aprile 2017, con il limite minimo di 1 euro per ciascuna rata. Con l’approvazione dell’emendamento il recupero slitterà al 2018.

 

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