Riunione al dipartimento della funzione pubblica

Pubblico impiego: incontro governo – sindacati su contratto e testo unico, si preannuncia battaglia

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

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ROMA – Linea dura dei sindacati sul rinnovo dei contratti per i 3 milioni e 200 mila dipendenti pubblici. Cgil Cisl e Uil sono pronte a una mobilitazione unitaria se il governo non rispetterà l’accordo quadro firmato il 30 novembre scorso tra il ministro della Funzione pubblica Marianna Madia e i leader Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Una linea condivisa in un vertice a tre che i segretari generali hanno dettato alle prime file delle rispettive organizzazioni in vista della convocazione di domani 13 febbraio al ministero della Funzione pubblica.

Si tratterà di un confronto sul Testo Unico che conterrà le nuove regole del pubblico impiego, necessarie ai rinnovi contrattuali, e si svolgerà tra i rappresentanti dei lavoratori pubblici, confederazioni e categorie, ed i tecnici di Palazzo Vidoni. Non un confronto a livello politico dunque, ma la base tecnica dello stesso. Il tavolo però sembra partire in salita. I sindacati infatti chiedono a gran voce l’attuazione dell’accordo ma le indiscrezioni sul Testo Unico non depongono a favore di un sereno nuovo corso nelle relazioni sindacali.

In particolare, mentre nell’intesa del 30 novembre il governo si impegna alla definizione di un intervento legislativo volto a promuovere il riequilibrio a favore della contrattazione rispetto alla legge, nell’ultima bozza si dice invece che «eventuali disposizioni di legge, regolamento o statuto, possono essere derogate, salvo che le disposizioni medesime non stabiliscano espressamente la propria inderogabilità, da successivi contratti o accordi collettivi nazionali e, per la parte derogata, non sono ulteriormente applicabili».

Preoccupa inoltre i sindacati l’impianto stesso del testo, che sembra avere un intento punitivo nei confronti di tutti i dipendenti pubblici che vengono associati costantemente ai «furbetti del cartellino» con una casistica allargata per i licenziamenti disciplinari, oltre alla stretta sulle assenze per malattia con visite fiscali a chi si assenta il lunedì o il venerdì e, non ultima, l’entrata in campo dell’Inps per controlli più efficaci. Si assiste a «un incessante attacco nei confronti dei dipendenti pubblici per punirli e licenziarli» ha osservato il segretario confederale Antonio Foccillo.

Cgil Cisl e Uil domani chiederanno fondamentalmente l’avvio del tavolo per il rinnovo dei contratti 2016-2018, fermi da oltre 7 anni; il rispetto di nuovi e differenti sistemi di valutazione della produttività e la riduzione delle forme di precariato. L’intesa del 30 novembre ha stabilito tutto questo, ed anche un aumento medio di 85 euro lordi al mese, ma deve essere ancora tutta attuata. Il decretone sul pubblico impiego si va quindi ad intrecciare al rinnovo dei contratti, anzi è fondamentale per stabilire le nuove regole sul pubblico impiego. Mancano pochissimi giorni, la delega è vicina alla scadenza e il Testo Unico si presume venga presentato in Consiglio dei ministri venerdì prossimo, il 17 febbraio, insieme ai tre decreti della riforma Madia che devono essere ripresentati con correttivi, dopo la sentenza della Consulta che ha chiesto l’intesa con le Regioni: quello sul taglio delle società partecipate, sui furbetti del cartellino e sulla riforma della dirigenza sanitaria, che però è in bilico.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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